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Polveri sottili, in Riviera 6 sforamenti in tutto il 2023

Ad oggi i superamenti quotidiani della soglia limite, fissata a 50 microgrammi al metro cubo giornalieri, si fermano a 6. Al massimo possono essere 35
Pubblicato il 27 Dicembre 2023

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Nemmeno nel 2023 a San Benedetto si oltrepasseranno i 35 sforamenti annuali delle polveri sottili previsti dalla legge. Ad oggi i superamenti quotidiani della soglia limite, fissata a 50 microgrammi al metro cubo giornalieri, si fermano a 6.

Le date incriminate sono quelle del 15 e 16 febbraio, con 66 e 56 microgrammi registrati, del 24 e 25 febbraio, con 64 e 53 microgrammi, quella del 20 ottobre, con il record di 73 microgrammi, ed infine quella del primo dicembre scorso (51 microgrammi).z

Le rilevazioni

Ad effettuare i conteggi è l’Arpam, che si affida al lavoro della centralina situata in via Asiago, nei pressi del Municipio.

Anche nel 2022 i superamenti furono appena 6. Da segnalare, inoltre, che in caso di cinque sforamenti di fila, un’ordinanza sindacale prevede l’individuazione di alcune contromisure. Tra queste spicca pure l’indizione di domeniche ecologiche, con blocchi del traffico, e annesso potenziamento del trasporto pubblico locale. Scenario, questo, mai verificatosi in tempi recenti.

Le polveri Pm10 sono delle particelle inquinanti presenti nell’aria che respiriamo. Sono capaci di assorbire sulla loro superficie diverse sostanze con proprietà tossiche quali solfati, nitrati, metalli e composti volatili. Possono essere inalate e penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio, dal naso alla laringe.

L’impatto sull’ambiente

Le PM10 hanno un impatto significativo sull’ambiente. Quando queste particelle si depositano su suolo e acqua, possono influenzare la qualità dell’aria, dei corsi d’acqua e del suolo. L’accumulo eccessivo di PM10 possono danneggiare la vegetazione, influenzare la fotosintesi e contribuire all’acidificazione dei corpi idrici.

Rappresentano inoltre una minaccia per la salute umana poiché possono essere inalate facilmente. Queste particelle possono penetrare nelle vie respiratorie e raggiungere i polmoni, causando problemi respiratori e contribuendo a malattie croniche come l’asma, le malattie cardiache e altri disturbi respiratori.

Le principali fonti di emissione di PM10 includono l’industria, il traffico veicolare, la combustione di biomasse e il sollevamento di polveri da attività agricole e terrestri. La comprensione di queste fonti è essenziale per sviluppare strategie di controllo e riduzione delle emissioni.

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