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Per la stazione di San Benedetto passa un milione di passeggeri all’anno. I numeri del Piano di Mobilità Sostenibile

Il 40% degli utenti accede in stazione in auto, più nello specifico il 33% nella modalità “kiss&ride” e il rimanente 7% parcheggiando la propria auto in prossimità della struttura
Pubblicato il 15 Aprile 2024

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Autostrade, strade, porto, ferrovie e piste ciclabili. Sono gli ambiti principali degli interventi previsti dal Piano Infrastrutture “Marche 2032” nell’ambito del Piano Urbano per la Mobilità Sostenibili per quanto riguarda il territorio di San Benedetto del Tronto. Fa tutto parte della relazione presentata durante la commissione urbanistica andata in scena oggi.

Per quanto riguarda l’autostrada A14 il soggetto attuatore è, come noto, Autostrade per l’Italia Spa. L’intervento è di adeguamento e consiste nell’ampliamento dell’Autostrada A14, da Pedaso a San Benedetto del Tronto, a tre corsie per ogni senso di marcia. “Da valutare – è scritto nel piano – l’arretramento dell’A14 di 5 km e declassificazione del corrispondente attuale tratto
con funzione di variante urbana della SS16”.

La stazione

Per quanto concerne l’ambito ferroviario invece si parla di un’opera di potenziamento del tratto tra Ascoli e Porto d’Ascoli e della soppressione dei passaggi a livello sulle linee ferroviarie di tutto il territorio regionale. Ma tra i programmi c’è anche il tanto atteso intervento di adeguamento e riqualificazione della stazione di San Benedetto anche se, al momento, questo tipo di intervento viene ancora classificato come “ipotesi progettuale”.

Ad ogni modo lo studio sulla stazione ferroviaria di San Benedetto del Tronto di livello Silver è posta sulla linea Adriatica, sulla tratta Ancona – Pescara, ed è anch’essa parte del piano RFI di riqualificazione. “La domanda è in prevalenza non sistematica ed è pari a circa 1 milione di passeggeri annui e 3,7 mila passeggeri al giorno. Il 40% degli utenti accede in stazione in auto, più nello specifico il 33% nella modalità “kiss&ride” e il rimanente 7% parcheggiando la propria auto in prossimità della stazione, circa l’11% con trasporto collettivo su gomma, il 6,7% con il treno, il 2% con taxi, il 39% a piedi e solo lo 0,8% in bici”.

La permanenza in stazione è inferiore ai 30 minuti per il 94% dell’utenza. L’82,4% degli ingressi nel fabbricato di stazione provengono dal fronte ovest ed in particolare nell’ora di punta si registrano circa 190 utenti, la restante quota del 17,6% entra dal fronte est. L’80% dell’utenza raggiunge la stazione entro 20 minuti e il 46% si sposta per lavoro e studio.

Piste ciclabili

Per quello che riguarda le infrastrutture ciclabili sono in corso i lavori di realizzazione della Ciclovia del Tronto nel tratto che unisce San Benedetto, la Riserva della Sentina e il territorio comunale di Monteprandone. Definitivo, invece, il progetto del ponte ciclopedonale sul Tronto.

Il Piano prevede anche la realizzazione del nuovo ospedale e della Casa di Comunità nella zona di via Sgattoni. “La realizzazione della Casa e dell’Ospedale di Comunità – si legge nel documento – rientra tra le previsioni del PNRR (Missione 6) e, di conseguenza, verrà completata entro il 2026. La struttura interesserà una superficie totale di circa 2.700 metri quadri, in parte destinati alla Casa della Comunità (circa 1.740 m2) e in parte all’Ospedale di Comunità (circa 840 m2)”.

Il nuovo ospedale

“Le nuove strutture, a seguito dell’accordo di collaborazione tra il Comune di San Benedetto del Tronto e l’Azienda Sanitaria Territoriale, sorgeranno nei pressi dell’area comunale di via Sgattoni (zona Ragnola, ovvero l’area che dovrebbe ospitare il nuovo ospedale), e prevedono un investimento di quasi 9 milioni di euro (7 milioni di fondi PNRR e 2,507 milioni dal Fondo Opere Indifferibili). Il suddetto accordo prevede, inoltre, il trasferimento al Comune dell’immobile dell’AST di via Romagna. Le strutture saranno dedicate alle cosiddette “cure intermedie”, ovvero per il ricovero di pazienti che, pur non necessitando di ricovero in reparto ospedaliero per acuti, devono sottoporsi a terapie o trattamenti che richiedono assistenza prolungata nell’arco della giornata e, pertanto, non possono essere adeguatamente curati nell’ambito domiciliare”.

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