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Il Rotary Club di San Benedetto ricorda Ottavio Medori: “Un galantuomo in grado di trovare positività in ogni persona”

La presidente Maria Rita Bartolomei è intervenuta durante i funerali dell’imprenditore scomparso nei giorni scorsi

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Il Rotary Club di San Benedetto piange la scomparsa di Ottavio Medori, l’imprenditore scomparso negli ultimi oggi al quale oggi, il territorio, ha dato l’addio. La presidente del Club, Maria Rita Bartolomei, ha partecipato alla cerimonia intervenendo al termine della funzione religiosa.

“Con Ottavio – ha detto la Bartolomei – ho condiviso varie esperienze associative: nell’Ucid, nella Fondazione della Cassa di Risparmio di Ascoli Piceno e soprattutto nel Rotary. Quando si perde una persona cara è complicato esprimere a parole i sentimenti che ci pervadono il cuore, così come è difficile confortare i familiari. Tuttavia, sento il bisogno di onorare insieme a voi la memoria di Ottavio”.

La presidente del Rotary club di San Benedetto descrive l’imprenditore scomparso come “una persona gentile, affettuosa, competente e generosa. Per illustrare alcune caratteristiche che io e i soci del Club consideriamo proprie di Ottavio, vi racconto un aneddoto che mi riguarda in qualità di Presidente. Poco più di un mese fa ho rilasciato un’intervista ad una radio locale per spiegare i progetti che il nostro club ha in animo di fare. Successivamente, la nostra segretaria ha inviato a tutti i soci il link per ascoltare la registrazione. Nonostante il periodo difficile che stava vivendo, Ottavio non solo ha ascoltato la registrazione, ma mi ha anche telefonato. Un tale comportamento evidenzia responsabilità, disponibilità, impegno, dedizione e rispetto per i ruoli. Ottavio sapeva anche consigliare, esprimere il suo disappunto e criticare, laddove non era d’accordo. Ma lo faceva sempre con molto garbo: era un vero gentiluomo! La parte più importante del racconto è la seconda, che riguarda il contenuto della telefonata: si è complimentato con me per come ero riuscita in poche parole a trasmettere il significato profondo del service rotariano e dei nostri progetti per aiutare i più bisognosi. Da questo comportamento si deduce ciò che lo contraddistingueva. In un’epoca pervasa da un sempre maggiore individualismo, egoismo, narcisismo, competizione sfrenata e rivalità banali, conflitti crescenti per cose superficiali, etc., lui riusciva a trovare il positivo in ogni persona, ad apprezzare e valorizzare il lavoro altrui, a promuovere l’autostima di coloro che incontrava. Ci mancherai Ottavio, ma serberemo sempre nel nostro cuore il ricordo della tua capacità di far sentire l’Altro importante, speciale”.

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