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Dragaggio, partito l’intervento. La comandante Di Maglio: “Lavoro impegnativo, ma ci siamo riusciti”

Permetterà di operare su una superficie di circa 60 mila metri quadrati, asportando 90 mila metri cubi di materiale
Pubblicato il 11 Settembre 2023

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Iniziata questa mattina, sotto la supervisione della Capitaneria di  Porto – Guardia Costiera, l’attività di dragaggio nel porto di San Benedetto del Tronto. Il primo carico di fanghi recuperati dal fondale marino – pari a circa 1000 metri cubi – sarà trasportato a bordo del Moto/Pontone Giuseppe Cucco e reimmesso in mare nell’area denominata Marche sud, di fronte Porto San Giorgio.

“Una operazione di dragaggio portuale si rende necessaria, per sua natura, per garantire una portualità efficiente e sicura, fornendo vantaggi significativi alla marineria ed all’intero cluster marittimo. Dopo un lungo periodo di 15 anni, il dragaggio del porto di San Benedetto del Tronto è un passo essenziale per ripristinare le migliori condizioni di sicurezza della navigazione e, di conseguenza, il corretto funzionamento dell’intero porto”.

È con queste parole che il Comandante della Capitaneria di porto – Capitano di Fregata (CP) Alessandra Di Maglio – commenta l’evento che città e cittadini aspettavano davvero da tanto tempo, dal lontano 2008. E mentre con lo sguardo segue, con attenzione ed un pizzico di orgoglio, le manovre del Moto/Pontone Giuseppe Cucco, il Comandante Di Maglio aggiunge: “È stato impegnativo, ma ci siamo riusciti. Tutto è nato con una istanza, all’incirca un anno e mezzo fa, della Autorità di Sistema Portuale indirizzata alla Regione, dopo una serie di nostre segnalazioni afferenti la sicurezza del canale di accesso. Poi, l’avvio del procedimento per l’assoggettabilità a VIA, tante riunioni, rilievi batimetrici, autorizzazioni, indagini magnetometriche e certificato di bonifica bellica. Per concludersi con l’ammissibilità al trasporto dei fanghi di dragaggio, la consegna dei lavori e l’Ordinanza della Capitaneria. Tanti step, tanti obiettivi prefissati, tutti raggiunti. Uno dopo l’altro. Grazie, soprattutto, alla sinergia interistituzionale. È stata questa la vera chiave di volta. Senza trascurare il prezioso ruolo di raccordo – mai mancato – del Prefetto in prima persona”.

I lavori permetteranno di dragare una superficie di circa 60 mila metri quadrati, asportando 90 mila metri cubi di materiale. Grazie a questa operazione, l’imboccatura portuale ed il canale di ingresso torneranno ad avere una profondità di 5 metri. Per il materiale dragato – analizzato, non inquinato e dichiarato compatibile con l’ambiente marino – sarà utilizzata per la prima volta l’area di deposito a mare Marche sud, individuata e definita dall’ISPRA con Crn Irbim e l’Università delle Marche su incarico dell’Autorità di Sistema Portuale. Una scelta green che consentirà di disporre di maggiori spazi di stoccaggio a terra e minori tempi di navigazione per il deposito a mare. Che tradotto equivale a meno tempo, meno costi e meno emissioni.

La sinergia tra tutti gli Enti coinvolti, infatti, ha senza dubbio aiutato a pianificare il dragaggio in modo strategico ed a lungo termine, considerando le esigenze della città, del traffico portuale e con uno sguardo alle future sfide.

“Il porto di San Benedetto del Tronto tornerà ad essere funzionante, contribuendo all’attività economica della città e massimizzandone lo sviluppo. Questo dragaggio portuale si rivelerà una scelta equilibrata, sostenibile e vantaggiosa per tutto il cluster marittimo e l’interland provinciale. Oggi posso dire, senza timore di esser smentita, che al netto della complessità amministrativa dell’iter il porto di San Benedetto tornerà ad essere operativo e competitivo nel panorama marittimo”.

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