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Disabili sotto l’ombrellone? La Riviera non è pronta. Quattro comuni scrivono ai concessionari di spiaggia: “Occorre cambiare mentalità”

Il sindaco di Grottammare parla anche di opportunità: "Questo è uno dei rari casi in cui etica, morale ed economia coincidono alla perfezione"
Pubblicato il 15 Aprile 2021

Spiagge aperte ai disabili? La Riviera non è pronta. Sono in arrivo delle lettere indirizzate ai concessionari di spiaggia dei comuni di San Benedetto, Grottammare, Cupra e Massignano il cui contenuto è finalizzato proprio a sensibilizzare tutti gli operatori a rispettare il piano di spiaggia e a rendere le proprie strutture e soprattutto le proprie spiagge a misura di disabile. Perché sia il piano regionale che quelli comunali prevedono, anzi impongono, che gli stabilimenti balneari siano attrezzati in tal senso.

E basterebbe pochissimo, in effetti. Dalla pedana centrale, quella che tutte le strutture hanno e che viaggia nel corridoio centrale, tra gli ombrelloni, basterebbe far nascere una diramazione che porti ad un ombrellone che anziché avere base sulla sabbia si appoggia su una sorte di pavimento realizzato con gli stessi pezzi che compongono la pedana. Il tutto a costi irrisori, quelli dei quadratoni di plastica che compongono i camminamenti e che vengono a costare al massimo una trentina di euro ciascuno. E c’è stato proprio questo argomento al centro dell’incontro che si è tenuto tra l’ex assessore Nazzareno Torquati, costretto da anni su una sedia a rotelle e rappresentante dell’associazione della disabilità, i quattro sindaci dei comuni costieri (Piunti, Piergallini, Piersimoni e Romani), il presidente della Confesercenti regionale Sandro Assenti, il consigliere comunale sambenedettese Emidio Del Zompo e l’assessore Emanuela Carboni.

«E’ stato un incontro a mio avviso positivo – spiega Torquati – perché ho visto molta disponibilità da parte di tutti. Attrezzare le spiagge per i disabili è d’altra parte una cosa di una semplicità disarmante oltre al fatto che, al di là dell’aspetto morale, va considerato anche il ritorno in termini turistici». C’è infatti una contropartita come sottolinea il presidente della Confesercenti Sandro Assenti: «Durante la riunione – afferma – mi sono reso conto del fatto che le nostre città non sono assolutamente a portata delle persone che hanno difficoltà a muoversi. Ed è anche venuto fuori che, ad esempio nel caso della spiaggia, si potrebbe fare molto di più con piccolissimi sforzi. E questo significherebbe anche aumentare la capacità attrattiva delle nostra località e della costa Picena».

Anche perché Torquati sottolinea come la richiesta delle persone diversamente abili è quella di poter usufruire dei servizi turistici come tutti: «Non si chiede nulla gratis, si chiede solo di poter vivere una vacanza o una giornata di relax come gli altri». Un appello raccolto dai quattro sindaci che, durante la riunione avvenuta in videoconferenza, hanno anche ascoltato una relazione in merito del dirigente del comune di San Benedetto Germano Polidori che ha spiegato quali siano i parametri previsti dai piani di spiaggia.

Da qui la decisione di inviare a tutti gli operatori delle lettere: «Con quel docuemnto inviteremo i concessionari di spiaggia a rispettare le normative, ma soprattutto rappresenta un momento di riflessione, per tutti quanti, attraverso la quale modificare il nostro modo di vedere le cose – afferma il sindaco di Grottammare Enrico Piergallini -. E’ un dovere rendere le nostre spiagge aperte e fruibili da tutti, così come un’opportunità per chi opera nel turismo. Questo è uno dei rari casi in cui etica, morale ed economia coincidono alla perfezione».

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