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Da San Benedetto a Bologna in trenta minuti, Francesco Torquati contatta la Hyperloop: “Il treno iperveloce passi per la Riviera”

Il giovane imprenditore rivierasco al lavoro per prendere contatti con i vertici dell'azienda che sta pianificando i percorsi sul territorio nazionale
Pubblicato il 18 Febbraio 2021

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il treno iperveloce per raggiungere Bologna o Milano in una manciata di minuti. Quasi una realtà in alcune zone del mondo (Italia compresa) un sogno per il nostro territorio. Un sogno nel quale crede fortemente il giovane imprenditore Francesco Torquati che sta cercando contatti con la Hyperloop Italia, vale a dire il ramo della multinazionale che sta lavorando al progetto dell’ipervelocità sul territorio nazionale, per promuovere la fascia adriatica e, in particolar modo, la possibilità che la Riviera delle Palme possa essere inserita tra le fermate di un veicolo che viaggia a velocità incredibili. Si parla di una media di 6-700 chilometri orari. In buona sostanza si arriverebbe a Bologna nel giro di una mezz’ora scarsa, a Milano in meno di un’ora. «Questo ci permetterebbe di connetterci fisicamente con tutte le zone d’Italia e d’Europa nel minor tempo possibile». Torquati ha contattato l’amministratore delegato della Hyperloop Italia Gabriele Gresta proprio per far presenti le potenzialità del territorio che si presta, lungo tutta la zona costiera, alle installazioni dei tubi, di quattro metri per quattro metri, all’interno dei quali viaggiano le capsule con i passeggeri a bordo. Hyperloop è infatti in grado di trasportare persone e merci da un punto all’altro ad altissima velocità con costi molto inferiori rispetto ad altri mezzi alternativi di trasporto ad alta velocità. Una tecnologia futuristica riproduce all’interno di un tubo, un ambiente a bassa pressione che riduce la resistenza aerodinamica che si crea a contatto con l’aria, eliminando quindi l’attrito. All’interno di questo tubo delle capsule appositamente pressurizzate viaggiano a velocità supersoniche consentendo il trasporto da un punto all’altro di persone e merci. «Anche San Benedetto potrebbe avere la sua fermata – sostiene Torquati – dal momento che dal tubo principale nascono delle diramazioni, degli svincoli, dove può uscire una singola capsula occupata da persone che devono utilizzare quella singola fermata». Tutto ciò avviene impiegando una frazione dell’energia utilizzata dai metodi tradizionali. «La combinazione di energie rinnovabili, solare, eolico, geotermico e sistemi rigenerativi dei freni – conclude Torquati – rendono questa tecnologia unica in quanto capace di produrre più energia di quanta ne consuma».

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