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Da Cambridge ai premi prestigiosi. E tante vite salvate. Parla Di Saverio, il nuovo primario di Chirurgia: “Ora torno a casa, quanti ricordi al liceo classico”

Ricordo ancora con nostalgia il giudizio del professor Luigi Sabatini che suggeriva un percorso di studi universitari di tipo scientifico
Pubblicato il 19 Giugno 2021

«Si può dire che esattamente ventisette anni fa, proprio in questo periodo estivo e la maturità classica al liceo Giacomo Leopardi di  San Benedetto, lasciavo questa zona. Ora si chiude il cerchio e torno a casa». Sono le prime parole del professor Salomone Di Saverio che ieri ha ricevuto l’incarico di Primario del reparto di Chirurgia del Madonna del Soccorso. «Torno nuovamente qui dopo aver girato il mondo. Nel giugno 1994 terminavo infatti il mio quinquennio al liceo Classico Leopardi di San Benedetto, e ricordo ancora con nostalgia il giudizio del professor Luigi Sabatini che suggeriva un percorso di studi universitari di tipo scientifico». Un percorso che lo ha portato in giro per l’Europa, soprattutto in Inghilterra ma anche in altri continenti. Attraverso il bagaglio culturale accumulato durante questi continui viaggi, ha acquisito la conoscenza di tecniche che hanno consentito di salvare numerose vite (una di quelle vicende l’avevamo raccontata nei mesi scorsi).

Tra le esperienze accumulate c’è quella dell’università di Cambridge dove, nel 2019, ha insegnato e operato nel reparto di chirurgia esofago-gastrica e colorettale con l’incarico di Consultant Surgeon (equivalente a dirigente medico di 2’ livello direttore) ove tra gli altri, ha avuto come paziente personale il professor Nigel Weiss, il più famoso astrofisico inglese dell’Università di Cambridge dopo Stephen Hawkins. Un percorso che lo ha portato in giro per l’Europa, soprattutto in Inghilterra ma anche in altri continenti. Laureato all’Università di Bologna e specializzato in Chirurgia nella stessa università, Di Saverio si è perfezionato in Sud Africa, in Florida e poi in Inghilterra per ben due periodi. Dal 2010 al 2018 ha lavorato come chirurgo all’Ospedale Maggiore di Bologna. Nel corso della sua carriera ha ottenuto molteplici riconoscimenti nazionali e internazionali tra cui il prestigioso premio “Ettore Ruggeri”, assegnato nel 2017 dalla Società Italiana di Chirurgia e il Premio Mazzeo nel 2010 dalla Società Italiana di Patologia dell’Apparato Digerente ed infine nel 2011 il Premio “Antonio Cruccitti” da parte dell’allora presidente Napolitano e della Società Italiana dei Giovani Chirurghi.

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