martedì 6 Dicembre 2022
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Boom di voucher tra gli stagionali dell’estate sambenedettese. L’allarme Cgil: “Crollo delle domande di disoccupazione”

Il sindacato provinciale in prima linea alla manifestazione di Roma contro il ripristino dei buoni lavoro. Giovannozzi: "Hanno cancellato il lavoro accessorio impedendoci di fare il referendum. Ora vogliono rimetterlo"
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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Boom di voucher tra i lavoratori stagionali dell’estate sambenedettese. La manovra della Camera, che prevede la reintroduzione del cosiddetto “lavoro accessorio”, rischia di far ripetere i grandi numeri che si sono registrati lo scorso anno tra gli stagionali attivi in Riviera. E’ forte la preoccupazione dei sindacati che già nel 2016 avevano lanciato l’allarme denunciando il drastico calo delle domande di disoccupazione stagionale.

A fine estate si registrò un calo del 30 per cento. E da Roma non arrivano buone notizie dal momento che la Camera sembra intenzionata a ripristinare quei voucher proprio in concomitanza con l’avvio della stagione estiva. Una questione che dunque riguarda in particolar modo la Riviera delle Palme dove centinaia di persone lavorano a tempo determinato all’interno delle strutture turistico ricettive del territorio.

A denunciare il tutto è la Cgil provinciale per voce della segretaria generale Paola Giovannozzi. E non è un caso che il prossimo 17 giugno la sezione ascolana del sindacato sarà in prima linea nella manifestazione organizzata a Roma proprio contro quella manovra del Governo che di fatto reintroduce i voucher abrogati lo scorso 21 aprile.

“La Cgil aveva raccolto 3 milioni di firme per indire un referendum abrogativo dei voucher, il governo li ha poi cancellati – dichiara Paola Giovannozzi segretaria generale della Cgil di Ascoli – facendo venir meno il referendum”.

Nel territorio provinciale, nel 2016, sono stati venduti 825.388 voucher lavoro, con un aumento rispetto all’anno precedente del 28,1 per cento. La maggior parte dei lavori accessori, ovvero 145.989, sono stati distribuiti all’interno del settore turistico facendo registrare un aumento, rispetto all’anno precedente, del 21,2 per cento. Sono invece oltre 90mila, a livello provinciale, i voucher venduti nell’ambito del commercio mentre 84mila sono quelli della categoria dei servizi. A ruota tutti gli altri come le attività operanti nell’ambito dello sport e della cultura (circa 32mila), i lavori domestici (circa 30mila) e le prestazioni di giardinieri e imprese di pulizia con oltre 20mila voucher venduti.

A livello regionale solo lo 0,7 per cento dei voucher venduti sono riconducibili a lavoratori operanti nei settori agricoli, il 12,5 per cento provengono dal commercio, il 3,3 per cento nei settori del giardinaggio e pulizia, il 3 per cento nei lavori domestici, il 2,4 per cento in manifestazioni sportive e culturali, l’8,8 per cento nei settori dei servizi, il 15,3 per cento nel turismo, il 52,6 per cento invece sono utilizzati in settori non classificati, che secondo l’Inps regionale, riguardano i settori manifatturieri industriali e artigiani e il pubblico impiego.



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