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Batteri che puliscono l’aria e cassonetti che avvisano quando sono pieni. La Giunta dà il via libera alla Smart City

Approvato il progetto di Antonio Prado del servizio di Infrastrutture Digitali del Comune. Ecco in cosa consiste

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Redazione
 mercoledì 25 Ottobre 2017

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Fibra ottica, rete di trasporto radio Rai Way e tutta una serie di dispositivi che, nel triennio che va dal 2018 al 2020 avrano il compito di trasformare la Riviera in una Smart City. La Giunta comunale ha infatti dato il via libera al progetto messo in campo da Antonio Prado, responsabile del servizio di infrastruttura digitali del municipio sambenedettese.

Un progetto complesso che si baserà su tre fonti di approvvigionamento economico: fondi europei, bilancio comunale e intervento dei privati e che passa attraverso una summa di rivoluzioni tecnologiche particolarmente concentrata sullo sviluppo volto a tutelare l’ambiente e ad aumentare il livello di sicurezza.

Se da un lato i primi passi della nuova Smart City saranno elementi come la rete di videosorveglianza pubblica (che dovrà poi implementarsi con quella privata) le cui prime installazioni prenderanno il via nelle prossime settimane, dall’altro lato sono previsti interventi strettamente collegati ad una rete di comunicazione e monitoraggio che avrà come vertice il palazzo comunale di viale De Gasperi.

Si va dalla rilevazione acustica di intere aree cittadine che potrà così comunicare in tempo reale eventuali situazioni di inquinamento acustico e consentendo così un intervento immediato per risalire alla fonte, alla telelettura dei contatori per le utenze delle circa cento strutture comunali sparse lungo tutto il territorio.

Ma il progetto prevede anche la possibilità di installare importanti strutture innovative, come ad esempio i bio reattori, dei silos posizionati in punti strategici della città, in grado di analizzare e puerificare l’aria. “All’interno – spiega Prado – ci sono colonie selezionate di batteri che sono in grado di abbattere la presenza di agenti inquinanti nell’aria”. I bioreattori sono inoltre in grado di fornire informazioni sul tipo di inquinamento presente in questa o quella zona della città.

Tra i numerosi interventi presenti nel progetto c’è anche il cosiddetto “naso elettronico” che riesce a segnalare le aree in cui nell’aria viaggiano odori particolarmente forti. “L’idea – continua Prado – è quella di posizionarli, attraverso un accordo con Picenambiente – in prossimità delle aree industriali”. E sempre attraverso Picenambiente passerà un altro passaggio del progetto, quello di cassonetti dotati di appositi sensori in grado di avvisare gli operatori quando sono pieni di rifiuti.

E ancora: sarà possibile dotare le strutture pubbliche, come ad esempio scuole e ospedale, di sensori dotati di inclinometro e accelerometro in grado di verificare e comunicare, in tempo reale, la staticità di un edificio dopo un evento sismico in modo da consentire alle squadre incaricate di effettuare i sopralluoghi di aver fin da subito delle risposte relativamente a quelle strutture e potersi concentrare su altre situazioni.

Ma sarà possibile anche conoscere, in tempo reale, se i parcheggi disabili siano effettivamente occupate da auto autorizzate attraverso un circuito elettrico nato dalla comunicazione tra un sensore inserito nell’asfalto ed un chip che si trova a bordo dell’auto parcheggiata. “Se un’auto viene lasciata in uno stallo per disabili e il sensore non legge il chip – spiega il responsabile del progetto – allora viene subito inviata via radio la segnalazione alla polizia municipale”.

Un progetto che, come detto, sarà finanziato attraverso tre canali, fondi europei e casse comunali da un lato, ma anche con l’intervento di privati dall’altro. Privati che saranno coinvolti attraverso dei convegni (il primo dovrebbe essere realizzato entro la fine del 2017) finalizzati proprio ad illustrare i vari passaggi del progetto che dovrà trasformare la Riviera in una Smart City.

© LA NUOVA RIVIERA|RIPRODUZIONE RISERVATA

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