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Armi alla polizia locale, il sindacato: “Ci vengono richiesti servizi delle altre forze dell’ordine. Ma non possiamo agire in sicurezza”

In commissione Sicurezza la diatriba sulla eventuale dotazione dei taser. Canducci ha chiesto i numeri: "Quanti vigili urbani sono stati aggrediti negli ultimi anni?"
Pubblicato il 20 Maggio 2024

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Bocciata definitivamente l’ipotesi di dotare di una pistola gli agenti della polizia locale, la commissione si è fermata a discutere sulla possibilità di dotare i vigili urbani di taser. Questo deriva dal confronto con il sindacato di polizia locale Csa come ha sottolineato il segretario comunale Stefano Zanieri che ha ricordato come la trattativa con il sindacato ha portato alla bocciatura da parte del consiglio comunale dell’armamento con armi da fuoco ma ha aperto la trattativa per la dotazione del taser. Dotazione che, come ha spiegato il comandante della polizia locale Pietro D’Angeli, sono per il corpo e non di tipo “personale”.

Dubbi sono stati espressi dal consigliere Paolo Canducci che ha chiesto i dati relativi al numero di aggressioni, negli ultimi anni, subite dagli agenti di polizia locale ma ha anche avanzato la preoccupazione che l’armamento della polizia locale potrebbe compromettere il lavoro di elevazione del commissariato al rango di primo livello. “Non vorrei che l’acquisizione di questi nuovi strumenti potrebbe far sì che qualcuno potrebbe utilizzare i vigili urbani per supportare il personale della polizia”.

Intervento anche di Lorenzo Marinangeli che ha sottolineato come il taser rappresenti uno strumento di difesa e non un’arma. Interventi anche di Emanuela Carboni e Fabrizio Capriotti che hanno ringraziato le forze dell’ordine. Hanno preso la parola anche Luciana Barlocci e Pasqualino Piunti che hanno sottolineato l’importanza di ascoltare il parere degli addetti ai lavori prima di assumere una posizione.

“Noi siamo polizia stradale come le altre forza di polizie nazionali – ha spiegato Federico Coratella del sindacato di polizia locale Csa – e potremmo trovarci di fronte ad un ad un pluripregiudicato o a un terrorista. Una persona intenzionata a delinquere cambia atteggiamento se si trova di fronte ad un tutore dell’ordine armato o disarmato e ricordiamoci che anche l’arma da fuoco è uno strumento di difesa perché non sta scritto da nessuna parte che un poliziotto deve sparare per primo. Assolutamente no”.

Coratella ha sottolineato come numerosi comuni del territorio hanno armato i corpi dei vigili urbani, tra il Piceno, il Fermano e il vicino teramano.

A dargli man forte Gianfranco Giorgetti, segretario comunale del sindacato. “Mi sembra che in molti abbiano un’idea sbagliata del lavoro della polizia locale. Sembra che faccia solo l’attraversamento delle scuole ma non è così. Veniamo incaricati anche dalle Procure di svolgere lavoro di indagine. Ci era stato chiesto addirittura di fare delle perquisizioni. Cose che non è possibile fare in sicurezza se non ci sono particolari dotazioni”.

Giorgetti ha sottolineato come il taser rappresenti “uno strumento importante ma non è tutto. Basti vedere quello che è successo a Milano al poliziotto che ha usato il taser ma non è servito a niente, purtroppo”.

Sul taser è intervenuto Massimiliano D’Eramo del Sap che lo ha definito un importante strumento anche per la polizia locale: “Rappresente un deterrente. E’ stato stimato che nella stragrande maggioranza dei casi le persone che per legge siamo costretti a fermare con la forza non resistono all’arresto se vedono il taser perché sanno che a differenza di una pistola il taser sarà utilizzato”.

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