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Alla fine del lockdown c’erano mascherine ovunque”. Ecco come nasce l’avventura “MaskFree” dei ragazzi di Questione Natura

Roberto Cameli: "Fare del bene è la nostra priorità. Abbiamo iniziato con le cicche di sigarette". Da lì sono nate tante altre iniziative
Pubblicato il 19 Giugno 2021

«Fare del bene è la nostra unica priorità» sono le parole di Roberto Cameli, presidente di Questione natura, un’associazione di promozione sociale che mira alla preservazione e alla valorizzazione dei paesaggi naturali del territorio. Iniziative solidaristiche e di utilità sociale muovono dunque le iniziative messe in campo dall’associazione fondata nel 2019 dal ventiseienne Cameli. «Questa realtà è frutto di un sentimento condiviso con un mio amico: il forte dispiace che provavamo ogni volta che vedevamo luoghi naturali, come parchi, sommersi rifiuti di ogni genere. Così abbiamo deciso di rimboccarci le maniche e fare qualcosa per rimediare a tutto questo. Partendo dal cambiare una piccola abitudine: buttare le cicche delle sigarette nel cestino invece che a terra, abbiamo organizzato la nostra prima uscita alla Riserva naturale della Sentina».

Dal quel giorno i ragazzi di Questione natura non hanno più smesso di dare il loro contributo a tutela dell’ambiente. «Dopo la prima quarantena abbiamo iniziato a trovare le mascherine gettate in ogni dove. Allora ci siamo rimboccati le maniche e partendo da Monteprandone e San Benedetto siamo andati a raccogliere le mascherine in diverse località: per adesso abbiamo toccato 25 comuni del Piceno, tre del Fermano, quattro in Abruzzo e uno nel maceratese. Il nostro intento è stato quello di lanciare un messaggio ambientale più forte possibile. Madre natura è un ciclo perfetto che non genera rifiuti e dove nulla viene sprecato: la mela quando cade dall’albero diventa prima cibo per gli insetti poi concime per il terreno. Bisogna ripartire da questo esempio primario per ridare ossigeno al nostro pianeta, e fare pace con i nostri cuori». Con il passare dei giorni gli eventi di raccolta mascherine si sono trasformati in vere e proprie gite: c’è un momento culturale alla scoperta dei borghi e della storia del territorio, uno di raccolta rifiuti e uno dedicato alla gastronomia per degustare le specialità dei diversi luoghi.

«Siamo partiti in parallelo con altri progetti, oltre agli eventi di raccolta rifiuti “Ambientiamoci Insieme” e di raccolta mascherine “#MaskFree”, come quello di donare a giovani, e soprattutto anziani, borracce per limitare l’uso di plastica usa e getta, cercando al contempo di recuperare un rapporto con le generazioni più anziane, alla base della formazione di quelle future. Un altro progetto è “Questione fioriere”: incominciando da Monteprandone siamo andati a ridare vita alle fioriere di piazza dell’Aquila, ormai morte e senza fiori, insieme ai ragazzi diversamente abili del CSER “La Clessidra”. E poi “Orto Pulito” stiamo realizzando a Centobuchi insieme alla cooperativa Medihospes e ai ragazzi del centro “La Clessidra” un orto sociale. Mentre con “La Voce dei Giovani” realizziamo dirette con la professoressa Diana Pulsoni per avvicinare i ragazzi alla lettura». Tra gli obiettivi di questi giovani volontari c’è quello di entrare nelle scuole «per dire ai ragazzi – conclude Roberto Cameli – che esiste un mondo privo di competizioni e sfide dove ci si rispetta e ci si accetta. Semplicemente sogniamo un mondo più equo e giusto dove tutti siamo liberi di amare, mostrandoci per quello che siamo».

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