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A San Benedetto e Ascoli Il convegno “Le Marche e il mare. Arte, architettura, paesaggio”

Al Calabresi e alla Cartiera Papale il 28 e il 29 settembre
Pubblicato il 25 Settembre 2023

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. La geografia litorale delle Marche orientali, con i suoi 180 chilometri di costa, ha definito nel corso dei secoli la storia della regione e la sua identità, plasmate dal rapporto simbiotico col Mare Adriatico, come testimoniano i nomi stessi di molte località, da Grottammare a Gabicce Mare. La recente scoperta archeologica di una villa marittima del I secolo a.C. nel paese alto di San Benedetto del Tronto è una preziosa conferma dell’antico interesse dei romani per la costa marchigiana, presso la quale sorse una molteplicità di insediamenti già in età italica. L’importanza storica della regione nell’Adriatico è rappresentata anche dalle città della Pentapoli bizantina del VI secolo d.C., quattro delle quali (Pesaro, Ancona, Senigallia, Fano) sorgono sul territorio delle attuali Marche.

Dimostrano la centralità del mare anche le antiche tradizioni locali, come il culto fanese della dea Fortuna, a cui le famiglie dei pescatori si rivolgevano per chiedere la protezione dei naviganti. Questo sentimento religioso si perpetua nella devozione per la Stella Maris e nei titoli di chiese come Santa Maria a Mare, santuario agostiniano fondato nel XII secolo presso Fermo, e Santa Maria della Marina, cattedrale otto-novecentesca di San Benedetto del Tronto. La conchiglia, le perle e i coralli illustrati in un’opera eminente come la quattrocentesca Pala Montefeltro di Piero della Francesca, proveniente dalla chiesa urbinate di San Bernardino e conservata oggi nella Pinacoteca di Brera, esprimono il valore religioso assunto dalla Madonna del Mare in tutto il territorio marchigiano, anche nei luoghi lontani dalle aree costiere. 

La civiltà marinara delle Marche si è sviluppata nei secoli soprattutto grazie ai porti, che in certi casi si integrano così compiutamente con il contesto strutturale e sociale dei centri urbani da legittimare la definizione di “città-porto” (P. Rietbergen, Porto e città o Città-Porto?, in I porti come impresa economica, a cura di S. Cavaciocchi, Firenze 1988), come nell’esempio di Ancona, il cui porto è illustrato alla fine del Cinquecento dal pittore anconetano Andrea Lilli in una magnifica veduta, oggi nella Pinacoteca Civica Francesco Podesti.

Su questo tema, ultimamente si sono succeduti diversi lavori di ricerca condotti da alcuni studiosi afferenti alla Scuola di Architettura e Design di Ascoli Piceno, che hanno indicato come soggetto prioritario delle loro indagini il complesso rapporto tra il fronte mare e le aree interne della regione. Esplicative le ricerche di Federico Bellini sul santuario di Loreto, come pure la messa a sistema che da secoli hanno avuto le portualità minori, che sono state oggetto di una recente pubblicazione curata da Gerardo Doti (edita nel 2021 per i tipi di Campisano) dedicata all’importanza degli scali secondari intesi come un patrimonio da riconquistare nello scacchiere strategico del medio-Adriatico. Altre ricerche facenti capo a Massimo Sargolini, Luigi Coccia e Rosalba d’Onofrio hanno mostrato come questi insediamenti portuali tenessero conto della salvaguardia del paesaggio e dell’accessibilità sia dalla costa sia dall’interno. L’importanza della protezione del paesaggio è tuttora una delle priorità degli attuali interventi degli architetti e degli urbanisti che si misurano con proposte progettuali per la rigenerazione dei manufatti sulla costa.

Il rapporto col mare ha segnato non solo la cultura architettonica della regione, ma anche l’immaginario artistico dei pittori locali fino all’età contemporanea, come dimostrano le tante marine dipinte dagli artisti piceni tra XIX e XX secolo, primo tra tutti Adolfo De Carolis (Montefiore dell’Aso), a cui è dedicata un’intera sala della Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno. Il mare esercitò il suo fascino poetico anche su tanti altri pittori marchiani di quegli anni, come Giuseppe Scotese (Monteprandone) e Giulio Gabrielli (Ascoli Piceno), che dipinse vedute di San Benedetto del Tronto. Il patrimonio materiale e immateriale di questa civiltà marinara è testimoniato anche da raccolte pubbliche come il Museo della Marineria Washington Patrignani a Pesaro e il Museo del Mare a San Benedetto del Tronto, quest’ultimo facente parte di un significativo polo museale che comprende tra l’altro l’Antiquarium Truentinum, il Museo delle anfore e la Pinacoteca del mare.

Il convegno internazionale Le Marche e il mare. Arte, architettura, paesaggio, a cura di Giuseppe Bonaccorso, Claudio Castelletti e Federico Bulfone Gransinigh con la collaborazione di Flavio Stimilli, è previsto a San Benedetto del Tronto e Ascoli Piceno per il 28 e 29 settembre del 2023. L’evento, patrocinato dalla SAAD – Scuola di Architettura e Design “Eduardo Vittoria” dell’Università di Camerino, sede di Ascoli Piceno, aspira a gettare nuova luce sulla fenomenologia culturale del grande tema del mare nelle Marche, dall’Antichità agli anni 2000, dedicando particolare attenzione scientifica alle interpretazioni degli artisti e alle soluzioni degli architetti nell’ampio contesto storico, geografico e paesaggistico del Medio Adriatico. Si prevede anche la pubblicazione del libro che ospiterà gli atti del convegno nel corso del 2024.

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