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Ripatransone, al canile di Quercia Ferrata cani sotto controllo anche con un’app. E si viaggia al ritmo di 80 adozioni l’anno

Attualmente gli animali ospiti della struttura gestita dalla Multiservizi sono 73

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Un’applicazione attraverso la quale sarà possibile schedare tutti gli ospiti a quattro zampe del canile di Ripatransone e il potenziamento del personale chiamato a occuparsene. Così l’azienda Multiservizi SpA sta cercando di ottimizzare il suo servizio di gestione del canile del rifugio di Quercia Ferrata, iniziato nel 2014 e che dal 2019 vede l’inserimento di nuove figure professionali tanto che oggi il canile può effettivamente vantare un personale formato da due istruttori e un educatore, oltre agli operatori con una esperienza pregressa.
Attualmente il canile ospita 73 amici a quattro zampe. È stata elaborata un’app che consente di avere tutte le schede dei cani sempre consultabili dagli operatori e dai referenti dei volontari direttamente dal cellulare, si può aggiornare in qualunque momento e le schede sono complete di monitoraggio. Rispetto al passato è stata fatta una riorganizzazione dell’alimentazione e dei pasti, tutti i cani escono regolarmente e si è in attesa di partire con dei lavori di ristrutturazione per migliorare ancora di più la qualità della vita dei cani e del lavoro da parte degli operatori in modo da consentire le uscite anche ai cani dal doppio bollino rosso che richiede misure di sicurezza molto elevate attualmente in progettazione.
Ma come vengono gestiti i cani aggressivi? «Esistono due tipologie di gestione- afferma Barbara Bruni – contrassegnate da bollini di due colori, verde e rosso, rispettivamente cani che è possibile far gestire senza particolari rischi, sempre seguendo criteri di benessere, e cani gestibili solo da personale e volontariato formato e autorizzato. Poi ci sono i doppi bollini, la cui gestione è esclusiva da parte del personale addetto». Non sono solo delle etichette o un parametro giudicante e definitivo ma una garanzia di sicurezza per tutte quelle persone che gravitano nel sistema canile e una tutela per gli stessi cani.
Intanto le adozioni viaggiano al ritmo di un’ottantina di cani adottati ogni anno e vedono protagonisti soprattutto famiglie con bambini giovani coppie ma anche anziani in grado di occuparsi dell’animale. Gli operatori del canile operano anche affinché le adozioni degli animali siano per sempre, quindi è importante saper riconoscere i livelli di compatibilità tra un soggetto e una situazione adottiva.
«Un cane non si prova- afferma Bruni – un cane si sceglie insieme all’impegno di imparare a conoscerlo e gestire eventuali difficoltà, si sceglie di vivere una nuova dimensione di relazione da onorare senza sottrarsi ai doveri morali». La famiglia viene guidata e affiancata da operatori e volontari formati perché il canile non deve essere più visto come un contenitore di cani ma come un luogo di partecipazione e accoglienza, in cui imparare a conoscere gli animali.
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