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La grottammarese Valentina Illuminati tra le protagoniste di “Doc”. Ieri in onda su Rai1: “Che emozione recitare sospesa a 20 metri d’altezza”

L'attrice dell'associazione Numeri 11: "Un'esperienza significativa. Sentivo molto la responsabilità di quel ruolo"
Pubblicato il 16 Febbraio 2024

Valentina Illuminati, l’attrice tra le protagoniste di doc

GROTTAMMARE. Nella serata di ieri, il secondo episodio della fiction di Rai 1, “Doc”, la serie televisiva particolarmente seguita dal pubblico italiano, ha visto tra le protagoniste l’attrice grottammarese Valentina Illuminati. Valentina interpretava Marta, un’operaia che si trova costretta a ricoverarsi.

L’interpretazione dell’attrice, che si è formata professionalmente alla Scuola del Teatro Stabile di Genova e che fa parte dell’associazione “Numeri 11“, ha dato vita a un personaggio complesso, che ha suscitato empatia e coinvolgimento da parte degli spettatori. Con il suo impegno, la sua dedizione e il suo talento, Valentina Illuminati si conferma come una delle attrici migliori della regione e tra le più promettenti a livello nazionale.

Nel suo ruolo ha prima dovuto girare una scena “d’azione” dal momento che il suo personaggio è stato colto da un malore  mentre era appeso su una ringhiera ad una notevole altezza. Quindi in seguito ad un ricovero conseguente a sintomi sui quali lo staff diretto dal “dottor” Argentero è stato chiamato a lavorare, ha dovuto girare scene particolarmente intense.

L’esperienza

valentina illuminati attrice doc

“È stata un esperienza significativa per vari motivi – ha spiegato l’attrice – Innanzitutto sentivo la responsabilità del ruolo di Marta. Così umano e popolare, che difendeva una posizione così sfaccettata e vicina anche a noi lavoratori dello spettacolo, che è l’intelligenza artificiale. E’ stato bello poter conoscere e recitare con Luca Argentero, Matilde Gioli e gli interpreti principali di Doc.
“Casualità “ ha voluto che l’attore che interpretava il mio datore di lavoro e padre, Nicola Pannelli, sia un bravissimo collega anche lui formatosi a Genova come me che tra le altre cose è stato un mio insegnante. Una vera gioia trovarlo sul set”.

“La cosa che però mi ha emozionata di più – continua – è stato arrivare sul set e vedere tutte quelle comparse che avrebbero “giocato” con me. Tutte quelle donne e uomini vestite da operai. 20 anni fa anche io ho fatto la comparsa e insomma non so, mi sono emozionata. Le scene collettive hanno sempre un valore aggiunto. Si è più grandi se si sta insieme. È stato divertente anche avere una controfigura. Insomma vedere una te che non sei te aggirarsi per il set. In ultimo tra i vari gradini a salire della mia gavetta posso dire: interpretare un ruolo con imbracatura a 20 metri d’altezza? Fatto!”.

 

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