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A Grottammare c’è un allevamento con due milioni di lumache. Che creano cosmetici e alimenti

Oltre due ettari di campi dove vengono fatte crescere e riprodurre
Pubblicato il 14 Aprile 2018

GROTTAMMARE – Immettere sul mercato prodotti cosmetici composti per il 45 per cento da bava di lumache, una quantità maggiore rispetto a quelle che si possono già acquistare che solitamente non arrivano al 10 per cento. E’ l’ambizioso obiettivo del trentenne Carlo Barbieri che, grazie all’aiuto iniziale dei suoi fratelli Luca e Fabio, ha dato vita ad un allevamento di lumache in un’area di due ettari che si trova lungo la Valtesino. Per il momento si possono già trovare in diversi punti vendita del territorio, oppure online, dei prodotti alimentari composti da questi molluschi, dalle preziose proprietà nutrizionali, che vanno dalla polpa di chiocciole al naturale al sugo di chiocciole alla boscaiola fino alle lumache fresche vive. Circa 2milioni di lumache collocate all’interno di numerosi recinti, di 45 metri per 4, il tutto delimitato da una lamina di metallo zincato.

L’allevamento nasce nel gennaio 2016 e la specie allevata è la Helix Aspersa Muller, selezionata per la sua carne pregiata e per l’affinità con il territorio marchigiano. L’impianto si estende per oltre tre ettari di terreno, suddiviso in 75 recinti, due terzi dei quali adibiti alla crescita dei molluschi, il rimanente terzo dedicato alla riproduzione delle chiocciole. Anche in questo caso, come in qualsiasi attività inerente l’agricoltura,i predatori e le condizioni climatiche incidono notevolmente sulla produzione come spiega l’allevatore Barbieri: “La siccità che abbiamo riscontrato lo scorso anno ha fatto sì che le lumache andassero in letargo per un periodo più lungo, questo non gli ha permesso di riprodursi e di crescere”.

E’ stato un investimento iniziale importante, data l’estensione dell’impianto, in cui Carlo Barbieri ha da subito creduto. Nata da un’idea buttata lì quasi per gioco e che ora invece sta iniziando a dare delle grandi soddisfazioni al giovane allevatore. In quest’area di terreno dove avviene l’allevamento a ciclo biologico delle lumache, ovvero da quando nascono le chiocciole al momento della raccolta, per un terzo è dedicata alla riproduzione e quindi vengono coltivate piante di radicchio che favoriscono questo processo mentre i restanti due terzi è dedicato all’ingrasso e alla crescita, per questo c’è la coltivazione di bietola e cavoli.

Ma come si arriva poi alla produzione di una gamma di prodotti alimentari o a una linea di cosmetici? “Una volta che queste lumache sono cresciute, nel gergo si dice che sono bordate perché hanno un ispessimento del guscio – spiega Barbieri – vendiamo il prodotto fresco oppure lo mandiamo alla macellazione che avviene in un istituto nazionale che si occupa proprio della lavorazione. Dopodiché ci ritornano direttamente in barattoli pronti per essere venduti. Come può essere un sugo già pronto”.

La prospettiva di Carlo Barbieri è quella di realizzare il più grande allevamento elicicolo del centro Italia, nonché uno dei più importanti in campo nazionale denominato “Lumache del Piceno”. “Obiettivo raggiungibile mantenendo uno standard qualitativo elevato caposaldo della politica dell’azienda- – conclude -. Fino ad oggi mi sono concentrato sulla messa in opera dei recenti, adesso che sono operativi l’obiettivo è cercare di far fruttare al massimo il nostro investimento per riuscire ad andare a pieno regime con la produzione”.

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