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Cardiologia, impiantato un peace maker anti scompenso

Pubblicato da 

Andrea Bellabarba
 giovedì 24 Ottobre 2013

SAN BENEDETTO – Per la prima volta nel nosocomio di San Benedetto  è stato impiantato, ad un paziente di 69 anni, un nuovo dispositivo di CRT(Cardiac Resynchronization Therapy) anti scompenso cardiaco formato da uno speciale catetere con quattro poli di stimolazione. Questo particolare intervento si è concretizzato grazie ad un percorso condiviso tra le unità operative di Cardiologia e MURG/Pronto Soccorso nonchè grazie alla istituzione delle reti cliniche ospedaliere da parte della Regione Marche, una procedura essenziale che equipara l’aritmologia interventistica dell’ospedale di S. Benedetto del Tronto a quella degli altri centri analoghi delle Marche e d’Italia.

Questo particolare pacemaker, frutto della più moderna tecnologia biomedica, è dotato di due cateteri che vengono impiantati uno nel ventricolo destro e uno nel ventricolo sinistro (nel pacemaker tradizionale invece si impianta il catetere solo nel ventricolo destro) e che stimolano sincronicamente entrambi i ventricoli restituendo, in un 70% dei casi, una migliore qualità di vita e una riduzione dei ricoveri a pazienti con un cuore particolarmente compromesso quali quelli affetti da scompenso cardiaco avanzato.

La novità terapeutica trova il suo fondamento nella sperimentazione (tuttora in corso) di una rete cardiologica di area vasta, che si basa sulla collaborazione dello staff della Cardiologia, con integrazione armonica fra specifiche competenze ( Dr. Persico responsabile della Riabilitazione, Dr. Parato responsabile della diagnostica cardiologica per immagini e del Dr. Labanti responsabile della cardiostimolazione) e il Dr. Groff, direttore di MURG –Pronto Soccorso.

L’intervento è stato inoltre agevolato dalla istituzione delle reti cliniche tra ospedali, deliberata dalla Giunta Regionale il 30 settembre scorso. Dopo la valutazione ecocardiografica e clinica del paziente presso il Laboratorio di Ecocardiografia coordinato dal Dr. V.M. Parato, il Dr. B. Labanti (responsabile della Elettrostimolazione Cardiaca), sotto l’iniziale tutoraggio del Dr. Pietro Scipione, già responsabile della UOS di Elettrofisiologia-Elettrostimolazione del Lancisi di Ancona e attualmente direttore della Cardiologia di Fabriano è stata portata a termine la procedura con successo. Ciò è stato possibile anche grazie al fattivo supporto organizzativo del Direttore Sanitario, Dr. Appignanesi e della Direzione di Area Vasta nella persona del Dr. Stroppa.

Il caso in questione è una chiara dimostrazione di come le “reti cliniche ospedaliere”, fortemente volute e quindi istituite dalla Regione Marche il 30 settembre scorso, possano in concreto, al di là delle obiettive difficoltà connesse alla riduzione dei budget sanitari, favorire programmi di integrazione e collaborazione tra professionisti con specifiche competenze e operanti in ogni area vasta o azienda ospedaliera della regione. E ciò non può che produrre risultati positivi per la salute dei cittadini marchigiani.

© LA NUOVA RIVIERA|RIPRODUZIONE RISERVATA

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