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“Benvenuto Monsignore”

Pubblicato da 

Andrea Bellabarba
 domenica 19 Gennaio 2014

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “La Chiesa non è lontana dal mondo del lavoro e porta dentro di se tutte le ansie e le preoccupazioni che state vivendo in questo momento difficile”. Così Mons. Carlo Bresciani, nuovo vescovo della diocesi di San Benedetto, Ripatransone e Montalto, si è rivolto a tutti i lavoratori che in questo periodo di crisi stanno vivendo enormi difficoltà.

E lo ha fatto proprio nel giorno del suo insediamento, dedicando completamente il suo secondo incontro con la cittadinanza e con i rappresentanti delle autorità pubbliche (dopo l’appuntamento a Cupra Marittima dedicato al “mondo della fragilità” cioè ai malati e sofferenti e alle loro famiglie) ai problemi del mondo del lavoro. Il luogo scelto per questo abbraccio con i fedeli è un simbolo della marineria cittadina, cioè la sala dell’asta al mercato ittico.

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“Voglio testimoniare la vicinanza della Chiesa al settore lavorativo. Una Chiesa che si apre al futuro, verso il coraggio e la speranza. Ma per avere un giusto futuro dobbiamo puntare ad una economia non finanziaria ma che metta al centro di tutto l’uomo e i suoi valori etico spirituali.
La Chiesa non ha soluzioni tecniche per risolvere determinate situazioni di crisi, ma può esortare chi ha competenza a farlo. San Benedetto è diventata grande grazie al lavoro e alle persone che hanno osato e hanno trasmesso speranza”.

A questo primo appuntamento per San Benedetto a cui hanno partecipato tutti i sindaci delle diocesi, il vescovo ha potuto anche ascoltare alcune testimonianze di fedeli: il signor Carlos Da Silva ha parlato delle difficoltà degli immigrati, mentre Umberto Cossignani, in rappresentanza dei lavoratori del mare, ha ricordato quanto lo sviluppo cittadino sia legato a doppio filo con la marineria. Il momento forse più toccante è stato quando Romina Rossi della Roland Europe, ha illustrato al vescovo gli enormi problemi che stano vivendo i lavoratori Roland e quelli del comparto industriale in generale: “La melodia che ha accompagnato il suo ingresso proveniva dalle nostre fisarmoniche di cui siamo particolarmente orgogliosi. Il nostro motivo d’orgoglio, però, sta per finire perchè dal prossimo marzo tutte le donne e gli uomini della Roland resteranno senza un lavoro, poiché la produzione verrà trasferita in oriente. Questo è l’ultimo atto di un dramma che va in scena nel nostro territorio, un territorio che si è estremamente impoverito. Oltre al lavoro stiamo perdendo anche la speranza. Ma noi, come ricorda Papa Francesco, dobbiamo imparare da San Giuseppe che ha avuto momenti difficili ma non ha mai perso la fiducia e ha saputo superarli. Io le garantisco Mons. Bresciani, che noi non perderemo né la fiducia e né la speranza di cui tutti abbiamo bisogno come il pane”.

La prima tappa dell’arrivo del vescovo, come detto, è andata in scena a Cupra Marittima dove monsignor Bresciani è stato accolto con tutti gli onori da un’autentica folla di persone.

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Ad aspettarlo, nel piccolo centro rivierasco, ha trovato fedeli, cittadini, bambini, anziani e soprattutto l’Unitalsi con i suoi malati. Il sindaco Domenico D’Annibali ha salutato per primo Monsignor Bresciani: “Con grande emozione sono oggi qui ad accoglierla nella nostra cittadinanza e sono onorato di porgerle il saluto di benvenuto a nome mio, dell’amministrazione Comunale e di tutta la cittadinanza di cui sono certo di interpretare i sentimenti di affetto e vicinanza, ma anche di grande speranza nella sua opera apostolica. I valori universali di fratellanza e di solidarietà sono messi e rischio quotidianamente da comportamenti distorti che comportano l’abbandono di ogni responsabile impegno personale e collettivo. Solo attraverso un fattivo e onesto rapporto tra le Istituzioni si potrà meglio attraversare questo difficile momento storico. La Sua missione pastorale saprà trovare il terreno comune sul quale fondare la rispettosa convivenza e il dialogo tra credenti e non credenti, tra cristiani e fedeli di altre religioni, affinché si possa affrontare insieme le tensioni, i disagi e le difficoltà che oggi viviamo”.

Successivamente il Vescovo Bresciani è stato salutato dal Monsignor Romualdo Scarponi : “Benvenuto a casa nostra, che da ora in poi potrà chiamare casa sua. La ringraziamo di aver lasciato la sua amata Brescia per venire da noi, sarà una preziosa guida”. Anche Sabatino, presidente dell’Unitalsi di San Benedetto del Tronto ha portato i suoi saluti: “Grazie infinite per aver voluto incontrare la fragilità, ovvero i malati che noi seguiamo con amore. La invitiamo ad unirsi a noi nel prossimo viaggio a Lourdes”.

A rappresentanza dei malati ha parlato Carlo, un non vedente che ha ringraziato il Vescovo a nome di tutti : “La nostra diocesi ha un’amorevole predilezione per i suoi fratelli più deboli, nei confronti del mondo dei malati. La ringraziamo per aver voluto incontrare noi, figli prediletti della chiesa, Le chiediamo di benedirci”.  Semplici ma chiare le parole di Bresciani : “Ho chiesto che il primo incontro fosse con i malati, con la fragilità, perché dobbiamo superare quello che Papa Francesco chiama la cultura dello scarto. La nostra dignità umana è quella di essere tutti figli di Dio, dobbiamo ricordarci sempre di guardare oltre le apparenze e di andare più a fondo. Cari malati, conto su di voi e sulle vostre preghiere, vi benedico con tutto il mio cuore”.

Il Vescovo ha poi ricevuto dei doni: un catino a simboleggiare la lavanda dei piedi, un passo tanto caro al nostro nuovo Vescovo, un libro che hanno scritto alcuni malati dell’Unitalsi di Porto d’Ascoli, un quadro  che riproduce il trittico del Crivelli, il biglietto per il treno per il prossimo viaggio a Lourdes dell’Unitalsi, un mazzo di fiori da parte dei bambini di Cupra. Gli stessi bambini hanno preparato per l’occasione striscioni di benvenuto e canti. Infine, prima di lasciare Cupra, il Vescovo si è fermato a salutare alcuni dei tanti malati che hanno partecipato a questo piccolo ma grande evento. Ha affermato a proposito Don Luigino Scarponi, parroco di Cupra : “Monsignor Bresciani è la persona giusta, nel posto giusto, al momento giusto”.

Ovviamente un pensiero è stato rivolto anche ai giovani in difficoltà: “Se i nostri giovani non trovano lavoro – afferma Bresciani – quali possono essere le speranze per un giusto sviluppo, per il futuro? Noi da soli non possiamo fare molto ma insieme possiamo ridare dignità al lavoro e avere la possibilità di crescere e sviluppare. Per questo c’è bisogno della cultura dell’inclusione e non dell’esclusione. Gesù disse agli Apostoli “andate in tutto il mondo”, un messaggio di inclusione e di speranza, e non di chiusura. Occorre condividere le competenze mettendole al servizio della società in nome della fraternità e della solidarietà”.

© LA NUOVA RIVIERA|RIPRODUZIONE RISERVATA

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