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Bcc del Piceno, Sandro Donati: “Rafforzare e mantenere le filiali storiche. Una fusione? Credo sia nel nostro futuro”

Le prime parole dopo l’elezione al vertice dell’istituto: “CdA composto da persone valide e competenti. Il direttore generale lo sceglieremo all’interno dell’istituto”
Pubblicato il 13 Maggio 2024

di Emidio Lattanzi

ACQUAVIVA PICENA. Prima settimana da presidente della Banca del Piceno per Sandro Donati che rilascia anche le sue prime dichiarazioni dalla sede di via Marziale ad Acquaviva. “Praticamente di fronte casa mia – scherza -. Ci siamo messi subito al lavoro e il primo aspetto positivo è che tra la mia abitazione e la sede della Banca ci sono al massimo una decina di passi”. Ed è proprio da qui che parte il mandato del nuovo presidente: “La banca avrà un presidente molto più presente – afferma – chi mi vorrà parlare saprà dove trovarmi. Io ho lo stesso numero di telefono da venticinque anni e credo che la mia storia personale e istituzionale affermi che sono sempre stato pronto all’ascolto”.

Donati è stato assessore, sia comunale che regionale e, per quasi quindici anni presidente della Croce Rossa provinciale (per un periodo anche sulle due province di Ascoli e Fermo ndr). “Qui si parla di banche – afferma – e la cosa è un po’ diversa. La disponibilità per i clienti e i cittadini è sempre quella ma, ovviamente, al centro ci sono altri e più delicati argomenti”. Il nuovo presidente è consapevole che la Bcc debba fornire costantemente risposte al territorio. “Questa realtà non si ferma mai – dice – dopo l’assemblea abbiamo subito convocato il Cda per le nomine. La nostra Bcc è la più grande tra Marche, Abruzzo e Molise e opera su un tessuto socio economico molto ramificato. Imprenditori, clienti e soci ci chiedono costantemente risposte e noi abbiamo il compito di dargliele“.

La fiducia è tutta per la squadra che lo affiancherà in questo mandato: “Il consiglio di amministrazione – afferma Donati – è fatto di persone competenti. Persone che già da parecchio tempo operano in questo settore. Ognuno ha una propria specifica competenza e proprio in virtù di queste premesse credo che riusciremo a portare a questa banca dei risultati notevoli aumentando ulteriormente la crescita già certificata nel corso dell’ultima assemblea. Una crescita che, per onestà va detto, è anche legata all’aumento dei tassi”. Tra l’altro Donati afferma che “il nuovo direttore generale sarà scelto all’interno della Banca e non più dall’esterno“.

L’idea di Bcc di Donati è quella tradizionale. Della banca vicina al territorio. “A differenza dei grandi istituti di credito la Bcc ha il dovere di mantenere vivo e attivo il rapporto con il proprio cliente. Sul territorio abbiamo ventotto filiali e tra queste ci sono anche quelle storiche che si trovano lontano dai grandi centri. Quelle filiali noi vogliamo rafforzarle e mantenerle in tanti modi. Ormai l’internet banking è una prassi per molti ma ci sono persone che hanno difficoltà a gestire i conti via web. Noi dobbiamo essere vicini anche a quelle persone e a quelle aziende. La filiale della Banca del Piceno deve essere un posto in cui il cliente, appena entra, deve essere riconosciuto dal personale in servizio”.

Le esperienze politiche e i tanti anni al vertice della Croce Rossa provinciale potranno aiutare il nuovo presidente nel rapporto con il territorio e con le istituzioni: “In virtù di quelle esperienze – afferma – ho certamente acquisito numerosi contatti nonché una conoscenza dei meccanismi. Credo quindi che in questo mandato potrò essere agevolato nell’instaurare rapporti e collaborazioni anche con realtà che, magari, fino ad ora non hanno gravitato nell’orbita della Banca del Piceno“.

Inevitabile chiedere al nuovo presidente il proprio pensiero su un’eventuale fusione con altre Bcc del territorio anche in considerazione del fatto che la mission di Iccrea è ormai protesa proprio verso le aggregazioni. Un’ipotesi che Donati non esclude: “Il futuro delle Bcc è nelle aggregazioni – afferma -. Questo non significa che, magari, istituti più piccoli debbano andare in allarme ma in futuro, non so quando, ritengo che fusioni dovranno esserci anche qui. E’ innegabile che senza aggregazioni non si riuscirebbe a reggere alla forza delle grandi banche. E tra l’altro è anche l’indirizzo della Bce”.

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