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FestivalLiszt, la direttrice Virgili: “Lo abbiamo pensato proprio come lo avrebbe voluto il compositore”

"Nel 1868 soggiornò per sei settimane nel villino dei conti Fenili a Grottammare. Di questo soggiorno ne ha lasciato ampia traccia e documentazione"
Pubblicato il 26 Agosto 2023

GROTTAMMARE. Grottammare  La ventunesima edizione del FestivaLiszt  si avvia a conclusione con due importanti concerti e buona adesione di pubblico. Direttore artistico Francesca Virgili, pianista, compositrice, docente al Conservatorio di Fermo.  Sul palco, sempre in abiti lunghi ed eleganti, conquista il pubblico con le sue spiegazioni sui concerti che predispongono all’ascolto.

Come è nato il Festivaliszt, perché proprio a Grottammare?

“Ha un’origine ben precisa. Nel 1868 Liszt, in compagnia dell’abate Solfanelli, soggiornò per sei settimane nel villino dei conti Fenili a Grottammare. Di questo soggiorno Liszt ne ha lasciato ampia traccia e documentazione in un epistolario di ben 23 lettere, scoperte dalla giornalista  Tiziana Capocasa. La Gioventù Musicale e l’Amministrazione di Grottammare, ventuno anni or sono, hanno quindi  voluto creare una manifestazione che ricordasse il soggiorno del grande musicista, vista anche l’acquisizione dell’originale della famosa lettera di ringraziamento, in cui Liszt definisce le sue sei settimane a Grottammare “… uno dei migliori e più dolci ricordi della mia vita”-

Siamo alla 21 esima edizione, perché ha funzionato nel tempo?

“E’ impostato come il noto compositore avrebbe voluto. Il Festival ha Liszt come elemento centrale e fondamentale, ma, attraverso Liszt riesce a far conoscere anche la musica di altri compositori e musicisti, restando così sempre interessante e vivo nel tempo. Il grande musicista ungherese è stato il primo a promuovere la musica degli altri, anche attraverso le numerose trascrizioni, come le Sinfonie di Beethoven. Il Festival ha funzionato e funziona anche perché è riuscito ad attrarre non solo musicisti, ma anche storici, giornalisti, ricercatori, diventando un vero e proprio punto di riferimento per addetti ai lavori o solo  semplici appassionati. Ogni anno il Festival conferma le proprie iniziative e progredisce, godendo di un respiro internazionale. Ricordo il gemellaggio con il Festival di Chateauroux, uno dei Festival più importanti a livello internazionale, la presenza del Festival nell’Associazione Lisztiana europea, la collaborazione con l’Accademia d’Ungheria in Roma. E ancora credo che il segreto del Festival sia anche quello di aver ospitato, accanto ai nomi illustri del concertismo internazionale, da Leslie Howard a Maurizio Baglini, da Beatrice Rana a Michele Campanella, da Cyprien Katsaris a Enrico Pace, Giuseppe Albanese, solo per citarne alcuni, tantissimi giovani di grande talento, che oggi sono diventati famosi. Il tutto, nel rispetto di quelli che sono gli obiettivi e le finalità della Gioventù Musicale d’Italia, presieduta da Rita Virgili, che promuove e sostiene da sempre i giovani musicisti. Infine, ma non da ultimo, il Festival è stato sempre molto attento alla qualità della organizzazione, degli strumenti, della promozione. Credo quindi che vi siano tutti gli ingredienti perché ai primi venti anni se ne aggiungano molti, molti altri”.

Qual è l’attualità di Liszt, come mai questa riscoperta nelle sale da concerto?.

“L’attualità di Liszt, risiede principalmente nella sua musica. È stato uno dei musicisti più proficui che vanta una delle produzioni compositive più ampie. Il suo corpus musicale comprende, oltre alla produzione originale, numerose trascrizioni e parafrasi. Ne consegue quindi che programmare un concerto con musiche lisztiane ingloba in sé, sempre, anche l’ascolto di musiche trascritte e/o parafrasate di molti altri compositori: Beethoven, Bellini, Verdi, Wagner solo per citarne alcuni. Da qui, quindi, la presenza di molti festival a lui dedicati in tutta Europa; inoltre la sua musica, sempre all’avanguardia per i suoi tempi, ha anticipato alcune libertà formali del 900, rendendolo un autore molto attuale e una ottima attrattiva anche per i più giovani. Il virtuosismo che contraddistingue le sue composizioni lo rendono poi sempre molto affascinante ed interessante per tutti ed anche per i giovani”.

Sul palco introduce sempre i concerti, in modo che entusiasma gli spettatori.  Qual è il suo segreto nella divulgazione della musica?

“Ritengo che per poter fruire bene della musica alcune brevi note introduttive possano facilitare l’ascolto. Quando divulgo la musica in un concerto penso molto al pubblico, alla sua eterogeneità e cerco di unire nozioni tecniche a curiosità e/o aneddoti. Per me è importante che durante il concerto, si instauri una sorta di empatia tra il pubblico e l’esecutore e la presentazione di alcune note divulgative del brano, che siano dette da me, o dallo stesso esecutore, predispongono meglio l’ascolto”.

La Sonata in si minore di Liszt non si finisce mai di ascoltare, per quali motivi viene considerata capolavoro assoluto di Liszt ?

“Liszt scrisse la Sonata in si minore a Weimar, tra il 1852-53 e la dedicò a Schumann. È sicuramente uno dei capisaldi della produzione lisztiana, una composizione molto complessa sia dal punto di vista armonico, formale che tecnico; una composizione che suscitò alle sue prime apparizioni molto scalpore. La novità radicale, potrei dire rivoluzionaria, consiste nel fatto di essere stata concepita in un unico movimento e Liszt in questa sua perenne sperimentazione, visionaria talvolta, alla ricerca sempre di nuove soluzioni va a minare la struttura portante di una composizione, di un caposaldo della musica. Sicuramente Liszt ha precorso i tempi; non per nulla Busoni ha affermato che, se Bach è l alfa della composizione pianistica, Liszt ne è l’omega, in quanto riassume dal punto di vista della struttura tutte le esperienze precedenti maturate durante il classicismo ed anticipa quelle libertà formali che troveranno ampio spazio nel secolo seguente”.

Ci presenti brevemente i prossimi concerti del XXI Festivaliszt

“Ci stiamo avviando alla conclusione del Festival. Il prossimo concerto ci sarà il 27 agosto a Grottammare presso la Chiesa di San Giovanni Battista, sede peraltro dei Musei Sistini, alle 21.30. Sarà un giorno veramente speciale in quanto, nel corso della serata conferiremo al M° Pierre Réach, Consulente Scientifico del Festivaliszt, la cittadinanza onoraria, a suggello di un rapporto maturato e consolidatosi nel tempo. L’apporto di Pierre, presente con noi sin dalla prima edizione è stato molto importante, non solo perché ogni anno ci regala concerti memorabili, ma perché il suo aiuto è stato fondamentale per la proiezione internazionale del Festival. Nella serata del 27 agosto eseguirà musiche per pianoforte solo di Beethoven e Schumann e, i Phantasiestücke op.73 sempre di Schumann per pianoforte e clarinetto, con la partecipazione straordinaria al clarinetto di Giuseppe Federico Paci. Chiuderemo il Festival il 30 Agosto al Teatro Mercantini di Ripatransone con il pianista Filippo Tenisci. La collaborazione con il Comune di Ripatransone, ormai consolidata negli anni, mira a consolidare ancora di più la presenza del Festival nel territorio marchigiano. Il pianista Filippo Tenisci ci farà ascoltare musiche di Haydn, Beethoven e trascrizioni di Liszt su opere di Wagner”.

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