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Casini a San Benedetto con i suoi quarant’anni di politica: “Io, l’ultimo democristiano”

Tanti aneddoti del senatore, dalla parolaccia di Bettino Craxi alla "calma" di Forlani: "Mi ha insegnato che tutto è molto relativo"
Pubblicato il 9 Luglio 2023

SAN BENEDETTI DEL TRONTO. “Il politico migliore? Fanfani. Andreotti? Non ho mai avuto una particolare simpatia per lui ma era arguto, e questo l’ho sempre apprezzato”. Il senatore Pierferdinando Casini ha presentato, questo pomeriggio da Harena, il suo libro “C’era una volta la politica, parla l’ultimo democristiano”, uno dei principali appuntamenti del festival del memoir “La Risacca dei Ricordi”. Casini ha dialogato con il direttore artistico del festival, il giornalista Andrea Vianello, raccontando i quarant’anni della sua carriera politica affidandosi anche ad aneddoti come il suo primo approccio con Craxi: “Mi mandò Forlani da lui – ha ricordato – ero giovanissimo. Lui mi guardò dall’alto in basso e mi disse: ma tu chi c… sei?”.

Il racconto di Casini passa per i suoi rapporti con i protagonisti della politica nazionale nel periodo a cavallo tra la prima e le successive Repubbliche. “Prima Repubblica – ha detto – che non è caduta per Tangentopoli ma perché il muro di Berlino è caduto in testa ai democristiani. Quando ho iniziato a fare politica io c’era il terrore del comunismo. E questo aiutava la Dc. C’era Montanelli che scriveva che bisognava votare la Democrazia Cristiana per non dare potere ai comunisti. Poi quando è crollato il muro è venuta meno quella paura”.

Il senatore ha ricordato anche la figura di Arnaldo Forlani, venuto a mancare pochi giorni fa: “Ero un suo fedelissimo. Io ero giovane, non avevo nemmeno trent’anni, lui ne aveva una sessantina. Io gli segnalavo le richieste urgenti che erano dirette a lui e lui temporeggiava. Sembrava un atteggiamento indolente ma alla fine ho imparato che noi non siamo i padroni della vita e della morte. Che tutto è molto relativo e non dobbiamo esaltarci quando le cose vanno bene né deprimerci quando le cose vanno male”.

Casini ha parlato anche di Berlusconi: “Dopo il crollo della Prima Repubblica è sceso in campo con le sue doti di grande venditore e ha intercettato i voti del Pentapartito. Quegli anni? Per me sono sicuramente stati i più dinamici e divertenti”. Il senatore ha anche parlato del sindaco di San Benedetto Antonio Spazzafumo, seduto in prima fila insieme a Guido Castelli e agli assessori Bruno Gabrielli e Lina Lazzari: “Ho saputo che da una vita è un imprenditore e che da un anno e mezzo è sindaco di San Benedetto ed è segno che la passione per la politica non ti contagia solo in giovanissima età ma può arrivare in qualsiasi momento”.

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