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San Benedetto, settantenne accusata di minacce e lesioni ai danni di una trentenne. Assolta dopo sei anni di processo

I fatti risalgono all'inizio del 2015. Le due abitavano nello stesso stabile

Pubblicato da 

Redazione
 giovedì 8 Aprile 2021

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ stata assolta dopo un processo penale durato 6 anni, dall’accusa di minacce e lesioni personali alla vicina di casa trentenne. E’ la vicenda che arriva da San Benedetto e che ha per protagonista una donna che, all’epoca dei fatti, aveva 69 anni e che oggi ne ha 75. L’anziana sambenedettese, difesa dagli avvocati Riccardo Luzi e Patrizia Di Pasquale, è finita davanti al giudice del Tribunale di Ascoli dopo essere stata denunciata dalla vicina la quale affermava che, durante una lite nata per questioni condominiali, sarebbe stata minacciata e colpita dall’anziana vicina. I legali nel corso del dibattimento sono riusciti a dimostrare l’estraneità alla vicenda della loro assistita ottenendo l’assoluzione della donna per non aver commesso il fatto.

I fatti risalgono, come detto, a più di sei anni fa, vale a dire al mese di febbraio 2015. La trentenne e l’anziana abitavano nello stesso stabile a San Benedetto e la più giovane delle due ha sporto querela contro l’altra mostrando un referto del pronto soccorso e affermando di essere stata minacciata e percossa. Il tutto sarebbe avvenuto in seguito ad una lite nata tra le due donne per alcune divergenze su questioni condominiali. I reati contestati dalla Procura di Ascoli erano di minaccia e lesioni personali in continuazione e il pubblico ministero, al termine del processo, aveva chiesto una sanzione pecuniaria ed una condanna ad un mese di reclusione.

Gli avvocati dell’anziana hanno lavorato per smontare le accuse della trentenne ed hanno sottolineato quelle che sono state etichettate come contraddizioni nelle affermazioni della giovane donna. Contraddizioni legate, in particolar modo, agli orari e alle date riportate nei documenti processuali che, alla fine del lungo iter, hanno dimostrato l’estraneità dell’anziana all’intera vicenda.

© LA NUOVA RIVIERA|RIPRODUZIONE RISERVATA

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