mercoledì 8 Febbraio 2023
Ultimo aggiornamento 18:30
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Rapina alla Banca di via Puglia, i ladri avevano forzato la finestra la notte precedente

Nessuno si era reso conto dell'infisso manomesso. Dopo il colpo sono fuggiti in sella a due scooter

Il colpo alla Banca Popolare di Bari a San Benedetto, con tutta probabilità, era iniizato diverse ore prima di quando i tre banditi hanno fatto il loro ingresso nella filiale. La rapina era infatti stata studiata nei minimi particolari dal momento che i ladri avevano smontato l’infisso della finestra dalla quale sono entrati diverse ore prima dell’azione, probabilmente nella notte tra domenica e lunedì.

Quindi, proprio di fronte al muro della finestra in questione, avevano posizionato una transenna da cantiere con un telo di quelli che vengono utilizzati, in edilizia, per coprire visivamente le zone di lavoro. Quasi certamento qualcuno della banda ha tenuto per tutto il giorno sotto controllo l’ingresso principale della filiale di via Puglia per capire se qualcuno dei dipendenti potesse essersi accorso dell’effrazione alla finestra allertando i carabinieri.

Un viavai di persone o l’arrivo di un’auto delle forze dell’ordine avrebbe fatto certamente fatto saltare il colpo ma nessuno si è accorto del fatto che i ladri avevano reso quella finestra rimovibile. Così la banda è potuta entrare in azione nel momento stesso in cui i dipendenti hanno iniziato a lavorare sullo sportello del bancomat e cogliere tutti di sorpresa. Tre persone, con il volto coperto e irriconoscibile, e con un taglierino in mano.

Inoltre è stato appurato che i ladri si sono allontanati da via Puglia a bordo di due scooter e questo rappresenta un altro aspetto che rende il colpo di lunedì pomeriggio una sorta di rapina fotocopia di quella messa a segno, alcune settimane fa, alla Bper di via Galilei a Grottammare. Anche in quel caso i ladri agirono cogliendo di sorpresa i dipendenti della banca e si allontanarono a bordo di ciclomotori seminando parecchio scompiglio e, soprattutto, creando confusione nel lavoro degli investigatori.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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