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“Proprietà privata”. Chiusa la terra intorno alla chiesa di San Martino

Dopo quarant'anni di trattative tra i privati e il Comune è arrivata la decisione di chiudere quella zona. Nel 1987 pagarono anche la Bucalossi ma poi fu tutto bloccato
Pubblicato il 23 Giugno 2017





GROTTAMMARE – Nelle ultime ore, intorno alla chiesa di San Martino di Grottammare, sono comparsi cartelli, nastri di delimitazione e, nei prossimi giorni, arriverà il recinto vero e proprio. Scherzi da prete? Tutt’altro, la situazione è serissima. I cartelli sono arrivati dopo decenni di trattative tra un privato e il Comune. La terra intorno all’edificio religioso, uno dei più storici della città, è infatti proprietà di un privato la famiglia Petrelli, titolare del terreno da oltre un secolo e mezzo.

Per la verità anche la chiesa era di proprietà di quella famiglia ma, decenni or sono, i titolari dell’area, decisero di donare la chiesa all’allora parroco. Ma veniamo ai cartelli comparsi nelle ultime ore ma le cui origini risalgono ad almeno una quarantina di anni fa quando iniziarono i progetti per la realizzazione di sette villette. In cambio, la famiglia titolare del terreno, avrebbe donato al Comune due lotti per la realizzazione di un parco pubblico a Sud dell’edificio religioso.

Nel 1987 tutto era pronto per dare il via ai lavori. La Sovrintendenza diede il via libero sottoponendo la zona a vincolo e concedendo la possibilità di edificare lungo la strada, l’attuale via Sant’Antonio. Iniziarono così le procedure propedeutiche alla realizzazione di quel progetto, in Comune fu anche versata la Bucalossi quando l’amministrazione comunale dell’allora sindaco Massimo Rossi bloccò tutto. Con nu nuovo Piano Regolatore, di fatto, venne azzerata la decisione della Sovrintendenza.

Da qualche anno le trattative con il Comune sono riprese e i titolari del terreno affermano che dal municipio è arrivata la richiesta di un locale di 50 metri quadrati, di donare della terra attorno alla chiesa con la pavimentazione in acciottolato e la relativa illuminazione. Una serie di interventi che costerebbero per i quali il gioco, in base a quello che potrebbe essere costruito nell’area, non varrebbe assolutamente la candela. Per questo motivo i titolari del terreno hanno deciso di recintare tutto e impedire il passaggio agli estranei. Il tutto considerato il fatto che, trattandosi di area privata, spetta a loro il compito di tenere pulita quella terra anche dallo sporco di chi si trova a passare di lì.



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