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Perde i soldi al videopoker e si inventa una rapina

Pubblicato il 19 Gennaio 2015

SAN BENEDETTO
Si è presentato al pronto soccorso sabato pomeriggio. In faccia aveva dei graffi, perdeva sangue e, sconvolto, aveva riferito di essere stato aggredito e rapinato da due tunisini nell’area del pontino lungo di via Calatafimi. All’arrivo dei carabinieri, che come prassi hanno raggiunto il pronto soccorso per stilare un verbale e raccogliere la denuncia, è anche sceso nei dettagli di un’aggressione che, di certo, avrebbe preoccupato non poco la comunità del centro cittadino.

Lui, un quarantenne di origini pugliesi, la parte la stava recitando molto bene. Ai militari ha detto che era stato fermato da un paio di nordafricani mentre stava passando, tranquillo, nella zona del pontino lungo. I due gli si sono avvicinati, gli hanno detto di tirare fuori il portafogli e, al suo rifiuto, lo hanno colpito al volto. Inizialmente ha parlato di un coltello poi, di fronte allo scetticismo dei carabinieri e dei sanitari che lo hanno medicato, ha ritrattato ridimensionando l’arma del delitto.

Ma i militari hanno voluto vederci chiaro anche perché, vera o no che fosse la storia dell’aggressione, quel quarantenne all’ombra del pontino lungo non avrebbe mai dovuto trovarcisi visto che era stato raggiunto da un foglio di via obbligatori legato ad alcuni reati commessi, in passato, lungo il territorio. Così, messo alle strette, l’uomo ha confessato di essersi inventato tutto. Lo ha fatto – avrebbe riferito ai militari – perché aveva perso quei soldi al videopoker e non aveva il coraggio di tornare a casa senza denaro e senza una buona spiegazione per giustificare la mancanza.

Ma, con la denuncia ormai avviata, l’uomo ha anche dovuto dimostrare di essersi inventato tutto e ha così accompagnato i carabinieri nell’area dove aveva architettato la finta aggressione e dove c’era ancora, nascosto, il suo portafogli e la bottiglia con la quale si era procurato quelle ferite al volto. E’ stato denunciato per simulazione di reato oltre che per l’inosservanza del provvedimento a cui era soggetto.

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