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Omicidio di Pagliare, le testimonianze parlano anche di una donna: “Era in sella alla moto”. Il mistero del furgone

Il mezzo è stato visto allontanarsi in tutta fretta dalla zona dove è stato teso l'agguato al carabiniere
Pubblicato il 4 Giugno 2020

SPINETOLI – Potrebbe essere una donna l’altra persona in sella alla moto a bordo della quale i killer di Antonio Cianfrone hanno raggiunto la pista ciclabile di Pagliare del Tronto. Lo hanno affermato alcuni dei testimoni che ieri sono stati ascoltati dai carabinieri. In particolare due donne che hanno visto la moto allontanarsi dalla pista ciclabile che hanno riferito di due persone in sella, una corpulenta alla guida e, dietro, un’altra persona con una corporatura esile che ha fatto ad entrambe pensare ad una donna.

C’è inoltre un altro aspetto dalle testimonianze, quello di un furgone bianco che è stato visto, poco dopo, percorrere ad elevata velocità la stradina che si allontana dall’ingresso della pista ciclabile che si trova nella frazione di San Pio X a Pagliare, più o meno all’altezza del punto dove è avvenuto l’agguato. Potrebbe essere il mezzo a bordo del quale i killer si siano allontanati chiudendo la moto nel cassone in modo da non essere intercettati dalle telecamere di videosorveglianza. Ma su tutta la vicenda è al lavoro la Procura coordinata dal dottor Umberto Monti insieme ai carabinieri. Quello che è certo è che chiunque sia stato sapeva che Cianfrone si sarebbe trovato lì a quell’ora anche se, va detto, in paese, lo sapevano tutti dal momento che il cinquantenne era solito fare sport ogni mattina ed andare a correre sulla pista ciclabile.

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