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Infortuni sul lavoro, nel Piceno in aumento e nelle Marche in aumento i casi mortali

Sono cresciuti del 50 per cento sia a livello regionale che nel territorio provinciale

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mister jones

Nella Regione Marche le Malattie Professionali, nel primo semestre 2022, sono state 3.218 con una diminuzione del 5.46% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Mentre gli infortuni sul lavoro sono stati 10.216, con un aumento di 2.180 denunce in valore assoluto e del 27.13 in percentuale.

Gli infortuni mortali, sempre nel periodo in esame, sono stati 15 (+5 in v.a. e +50%).

L’analisi degli accadimenti nella Regione MARCHE in modo disaggregato:

MALATTIE PROFESSIONALI

Sono state denunciate 3.218 casi (-5.46%), erano 3.404 nel periodo precedente.

Di queste il 68% sono uomini, in diminuzione, e il resto donne (+0.40%).

Circa i Settori: Industria e servizi registrano 2.827 casi con un calo del 5.36%; Agricoltura 365 denunce (-7.36); Conto dello stato: 26 (+13%).

I Paesi di Provenienza: 2.930 sono di lavoratori italiani (-7.80%); 82 di lavoratori di provenienza UE (+36.7%) e 206 di paesi extra UE (+24.1).

Le principali malattie professionali registrate nelle Marche nel 1°Semestre 2022 (ICD10) sono: tumori 21 (erano 15), sistema nervoso 587 (621), orecchio 127 (140), sistema osteo muscolare 2164 (2268), disturbi psichici

Nella Provincia di Ascoli Piceno le malattie professionali diminuiscono del 16.8% poiché passano dalle 427 denunce del periodo precedente alle 355 di quello attuale.

INFORTUNI

In aumento del 27.13% gli infortuni nella Regione nel periodo in esame; infatti si passa 8.036 del periodo precedente ai 10.216 (+ 2.180 in v.a.); di questi il si registra una crescita del 28% tra quelli in Occasione di Lavoro (da 7.042 a 9.014) e del 20.9% tra quelli in itinere (da 994 a 1.202).

Dei 10.216 denunciati 5.958 sono uomini (4.952 i precedenti).

Circa i Settori: Industria e servizi registrano 8.269 casi con un aumento del 22.3%; Agricoltura 467 denunce (+6.3%); Conto dello stato: 1.480 (+79.9% si passa da 841 denunce del semestre 2021 a 1.480 di quello vigente).

I Paesi di Provenienza: 8.524 sono di lavoratori italiani (+27%); 351 di lavoratori di provenienza UE (+36.7%) e 206 di paesi extra UE (+24.1).

Circa le principali classi di età dell’infortunato registrati:

25/29 anni: 804; 30/34 anni 838; 40/44 anni 1.083; 45/49 anni 1.322; 50/54 anni 1.370; 55/59 anni 1.236; 60/64 anni 655.

La Provincia di Ascoli Piceno passa da 942 denunce a 1.254 con un incremento del 33.12%

GLI INFORTUNI CON ESITO MORTALE AUMENTANO DEL 50%

Passano da 10 a 15 decessi (14 uomini), di questi 11 in occasione di lavoro (erano 8), e 4 in itinere (erano 5 -20%). 12 sono di lavoratori italiani, 1 di provenienza di paesi UE e 2 extra.

Circa le principali classi di età degli infortuni mortali: 2 nella fascia 15/24 anni; 2 per ciascuna delle fasce 30/34 anni e 40/44 anni; 3 per ciascuna delle 55/59 e 60/64 anni.

Circa i Settori: Industria e servizi registrano 14 casi (erano 7 mel   periodo precedente quindi c‘è un incremento del 100%); Agricoltura 01 denunce (-100%); Conto dello stato: 0 (-0%).

Nella Provincia di Ascoli Piceno gli infortuni mortali aumentano del 50% poiché passano da 2 morti del periodo precedente ai 3 di quello attuale

“Come già evidenziato in precedenti occasioni – spiega il presidente del comitato provinciale Inail Guido Bianchini – i dati dimostrano come con la ripresa delle attività produttive sono tornati a crescere sia gli infortuni, mortali e non. Tale fenomeno si registra anche nella provincia picena. In calo le malattie professionali dopo gli incrementi registrati negli anni precedenti: l’emergenza sanitaria e lo smart working, ancora utilizzato, hanno generato una riduzione dell’esposizione a rischio per gli eventi “tradizionali”. I dati evidenziano che non basta solo la denuncia e l’indignazione, ma occorre agire e far rispettare le norme. L’INAIL e da sempre impegnata nella lotta contro gli infortuni sul lavoro e nella prevenzione; certo si puo fare di piu anche con una forte azione condivisa della sicurezza, con il coinvolgimento di tutti gli attori sociali presenti nei Comitati Consultivi Provinciali. Con gli incentivi ISI, dal 2010 a oggi sono stati stanziati circa 2,8 miliardi di euro a fondo perduto e sono stati finanziati oltre 36mila progetti per migliorare la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Con il bando ISI del corrente anno si vuole incentivare le imprese su specifici interventi ovvero sulle attivita della produzione primaria di prodotti agricoli e l’acquisto di nuovi macchinari eco-sostenibili. Per realizzare tale mission sono stati stanziati 274 milioni di euro a fondo perduto, con 5 assi di finanziamento, da ripartire nelle regioni. Nell’Istituto e in corso l’analisi della revisione tariffaria per ridurre i costi delle imprese e favorire la azioni di prevenzione della sicurezza. E quindi vitale che l’azione preventiva sia reale e non teorica. Per contrastare gli infortuni e essenziale il coinvolgimento delle parti sociali e in via diretta delle imprese e dei lavoratori; resta in ogni caso centrale la formazione e l’informazione, di qualità, dove l’Istituto e fortemente impegnato con attività di sostegno con bandi e protocolli d’intesa. Con l’occasione si ricorda il ruolo dell’Ente nell’assistenza agli infortunati e alle famiglie delle vittime del lavoro. C’e la necessita di una strategia nazionale concertata con regioni, gli SPSAL, l’Ispettorato del lavoro e le rappresentanze dei lavoratori per un’analisi dei fenomeni infortunistici e delle malattie professionali al fine di intervenire sulle cause. E infine opportuno uno specifico intervento legislativo e amministrativo per utilizzare ulteriori risorse dell’Inail per implementare le attività a sostegno di imprese e lavoratori”.

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