venerdì 1 Luglio 2022 – Aggiornato alle 10:53

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L’Odissea

Il calvario giudiziario di Raffaele De Chiara finisce in Parlamento: “Nessun altro deve passare l’inferno toccato a lui”

Interrogazione del deputato Cirielli (FdI): "E' stato trattato sia dagli organi giudiziari che dalla stampa come un presunto colpevole e non come un presunto innocente"
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SAN BENEDETTO DEL TRONTO

Il calvario giudiziario dell’ex comandante delle Fiamme Gialle finisce in Parlamento. Dopo l’assoluzione dell’ufficiale che, recentemente, è anche stato promosso al grado di colonnello attraverso un provvedimento della Guardia di Finanza che gli ha riconosciuto una promozione che gli sarebbe dovuta spettare nel 2013, arriva infatti un’interrogazione presentata dal deputato di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli, generale dei carabinieri, che si è rivolto ai ministri della Difesa e della Giustizia al fine di renderli partecipi della vicenda giudiziaria durata praticamente dieci anni ma, soprattutto, per invitarli a fare in modo che situazioni simili non si ripetano.

«Chiedo ai Ministri – afferma nel documento il parlamentare – considerata la gravità di questi fatti, se non intendano adottare iniziative normative al fine di predisporre tutti gli strumenti idonei a garantire la ragionevole durata del processo penale, in particolare in alla luce di questa vicenda che ha visto una lunga e ingiustificata esposizione giudiziaria del colonnello De Chiara e quali iniziative, in particolare, di carattere normativo, intendano assumere per superare la sospensione automatica dell’avanzamento di carriera al fine di non pregiudicare gli interessi del personale militare, imputato in un procedimento penale a causa delle lungaggini processuali».

Nelle premesse dell’interrogazione Cirielli descirve anche la tormentata vicenda vissuta da De Chiara, che oggi ha un importante studio legale a San Benedetto: «E’ stato trattato sia dagli organi giudiziari che dalla stampa come un presunto colpevole e non come un presunto innocente» sottolineando come la vicenda rappresenti «l’ennesimo caso di malfunzionamento della giustizia italiana». De Chiara, informato dell’interrogazione, ha commentato: «Spero che la mia vicenda possa almeno servire a migliorare le norme per tutti gli appartenenti alle forze armate e alle forze di polizia».

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