martedì 6 Dicembre 2022
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Cori, fumogeni e lacrime per Ivan Villafrati. L’addio al cinquantunenne: “Nulla interromperà il legame con lui”

Ultras juventini giunti da tutta Italia per salutare il tifoso. Centinaia di persone alla funzione religiosa a Grottammare
osteria fiora

GROTTAMMARE – Cori, fumogeni e tante lacrime. Tantissime persone hanno partecipato, nel pomeriggio, ai funerali di Ivan Villafrati, il cinquantunenne morto ieri mattina nel centro dove era stato ricoverato, in primavera, dopo un improvviso malore dal quale non si era mai ripreso. La chiesa Madonna della Speranza di Grottammare, dove alle 16 e 30 in punto è arrivata la bara, ha visto la partecipazione di centinaia di persone giunte da tutta Italia. Ivan era un appassionato tifoso Juventino e seguiva spesso i bianconeri sia allo Stadium, a Torino, che in trasferta, in Italia e in Europa.

Trasferte durante le quali aveva legato con moltissimi rappresentanti dei vari gruppi ultras che oggi hanno raggiunto Grottammare per salutare, per l’ultima volta, l’amico scomparso. Tifosi bianconeri sono arrivati dalle più disparate regioni d’Italia: Emilia Romagna, Veneto, Liguria, Lazio, Campania e, ovviamente, dalle Marche con i gruppi bianconeri di Senigallia, Offida, Sarnano e dello storico “Gruppo Marche”, uno dei più importanti di tutta la curva juventina. Presente anche una delegazione di ultras della Sambenedettese.

Con loro anche tantissime persone che hanno voluto stringersi intorno alla moglie Silvia, al fratello Danilo, alla sorella Sonia ai nipoti e a tutti i parenti che hanno perso il cinquantunenne. Toccanti le parole del parroco durante l’omelia: “Ci sono tante regole non scritte nelle curve – ha detto – ed una è certamente quella di sentirsi sempre legati l’uno all’altro, di vivere la gioia di stare assieme a cantare e inneggiare. In questo momento chi può dire che questo legame è interrotto? Nessuno. Sentite che non è perso. Ciò che è vivo continua ad ardere. La morte non riesce a cancellare ciò che c’è di caro nel vostro cuore, non riesce a entrare nel cuore dell’uomo”.

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