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Cena al molo sud, gli organizzatori rinunciano al contributo del Comune

Lo staff di Eventualmente: "E' un progetto pionieristico, qualche errore ci può stare"
Pubblicato il 20 Luglio 2023

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. “Tra il Mare e le Stelle”, parlano gli organizzatori. Dopo le polemiche per l’evento di organizzato sabato sera al molo Sud, interviene lo staff che ha dato vita a quell’iniziativa. “Si è trattato – spiegano dall’agenzia “Eventualmente” – di una grande iniziativa che per la scelta della location, per la prima volta individuata in una funzione nuova di spazio collettivo destinato all’accoglienza e alla ospitalità, dotando la città di un luogo finora mai utilizzato per la finalità di ristorazione in un contesto paesaggistico suggestivo e piacevole, ha rappresentato una nostra intuizione indubbiamente importante e innovativa”.

Ma, stando a quanto affermano gli organizzatori, proprio in questa novità c’era la sfida più difficile. “Lo spazio, la sua estensione, la dimensione dei problemi moltiplicati dal luogo mai sperimentato. Abbiamo cercato di prevedere in sede di progettazione, anche in base a precedenti esperienze nazionali e locali, tutte le insidie di questa scommessa, certo complessa ma proprio per questo valutata in tutte le sue difficoltà. Con l’aiuto di tutte le componenti che hanno contribuito al progetto (organizzatori, chef, personale impiegato, autorità) abbiamo cercato di prevedere ogni possibile imprevisto e risolvere ogni problema in sede di impostazione della serata. Abbiamo scelto di non demordere di fronte al grande successo dell’iniziativa, i numeri sono diventati significativi e la partecipazione non poteva essere compressa e andava data una risposta alla domanda che superava le migliaia di adesioni”.

L’organizzazione “ha ritenuto di poter corrispondere con un personale adeguato e una struttura organizzativa consona al quadro di presenze che si è definito, sempre in raccordo con le potenzialità delle cucine e del personale. Forse qualche problematica inattesa è stata determinata dall’ampiezza dello spazio, qualche ritardo nel servizio, la situazione climatica non certo favorevole e qualche errore che non poteva mancare per la difficoltà della sfida, che per la prima volta avveniva in un luogo così originale ma anche simbolico per l’immagine e l’identità marinara di San Benedetto, scelto proprio per questo ruolo così emblematico. Al di là di qualche polemica, con le esagerazioni che in questi casi tendono a sopravvalutare singoli disguidi facendoli diventare carenze generali di organizzazione, siamo sicuri che i partecipanti si siano sentiti protagonisti di un progetto collettivo destinato a dare alla nostra città un ampliamento importante della sua offerta turistica con la scoperta di un luogo che nessuno prima di ora aveva proposto in questa veste di location che lega la grande cucina direttamente al mondo del Mare”.

“I capisaldi dell’iniziativa per noi ci sono stati – spiegano – e ci venga consentito dire il carattere pionieristico del progetto può anche ammettere qualche errore senza che alcune esagerazioni di critica ne mettano in discussione le potenzialità e il valore innovativo. Non si dica poi che San Benedetto non si allinei ai percorsi di un turismo che è anche progetto, sfida, innovazione e soprattutto ricerca di nuove frontiere. Non sbaglia chi sta seduto in poltrona attendendo che le occasioni arrivino casualmente, senza la scommessa del cambiamento”.

Ma l’organizzazione parla anche di quello che, forse, è l’argomento che ha davvero una pubblica rilevanza, quello del contributo del Comune: “Vorremmo rispondere a chi ha messo in discussione la partecipazione pubblica con un sostegno alla manifestazione. Molte altre associazioni hanno avuto un contributo comunale per realizzare eventi, forse meno impegnativi di quello che abbiamo proposto noi, quindi la scelta dell’amministrazione era in linea con i suoi criteri generali di promozione del turismo sambenedettese. Siamo però aperti ad una totale rivalutazione del sostegno pubblico con la stessa amministrazione, valutando insieme la sua eventuale destinazione diversa. Siamo stati e saremo a servizio della città”.

AGGIORNAMENTO: Gli organizzatori hanno, poco dopo, chiarito l’ultimo passaggio del loro intervento specificando la propria “totale rinuncia del sostegno pubblico. Siamo stati e saremo a servizio della città”.

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