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Aggressioni sul lungomare, il Sap: “A San Benedetto poche telecamere rispetto al numero di abitanti”

Il segretario provinciale del sindacato di polizia D'Eramo: "Nelle aree urbane c'è ancora una copertura scarsissima della videosorveglianza"
Pubblicato il 31 Agosto 2023

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Dopo l’ultima violenta aggressione avvenuta sul lungomare di San Benedetto interviene il Sap (Sindacato Autonomo di Polizia) per voce del segretario provinciale Massimiliano D’Eramo. “Non è la prima volta – afferma – che sul lungomare della località rivierasca si verificano fatti delittuosi o problemi di Ordine e Sicurezza Pubblica di particolare gravità poiché solo pochi giorni prima di questo grave fatto, altri due turisti romani erano stati attaccati a calci e pugni da un gruppo di ragazzi apparentemente giovanissimi”.

Lo stesso D’Eramo alcuni mesi fa aveva lanciato l’allarme sullo stato della sicurezza della Provincia, ricordando che “la lusinghiera posizione raggiunta in Italia non si conserva ex divina concessione ma attraverso l’impegno corale e congiunto di tutti gli “attori” pubblici e privati che condividono l’interesse in un territorio sicuro per famiglie, turisti ed attività commerciali e aziende che intendono in essa investire, rammentando inoltre, quale loro rappresentante, che le Forze dell’Ordine per poter essere efficaci devono essere messe nelle condizioni di poterlo farlo anche attraverso investimenti nella prevenzione, come l’adozione di misure essenziali minime quali sistemi di videosorveglianza nelle aree cittadine a cura delle Amministrazioni Locali”.

“Il Sig. Prefetto De Rogatis – continua D’Eramo – dopo un incontro sul tema richiesto da questa organizzazione sindacale, aveva provveduto a sollecitare, nelle sedi opportune, i sindaci della Provincia circa la necessità di dover dare definitiva attuazione a quanto previsto dal Decreto-legge 20 febbraio 2017 n.14 convertito con la legge 18 aprile 2017 n.48, recante “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città” attraverso il quale il legislatore ha inteso sottolineare, nell’ambito delle linee generali per la promozione della sicurezza integrata e dei patti per l’attuazione della sicurezza urbana, la necessità di prevenire e contrastare, fenomeni di criminalità diffusa nelle aree interessate da attività delittuose, anche attraverso l’installazione di sistemi di videosorveglianza, ciò a sostegno dell’attività di prevenzione nelle aree maggiormente a rischio o al fine di consentire l’estrazione delle immagini spesso determinanti per il buon esito delle indagini di polizia giudiziaria”.

“A distanza di mesi da quell’intervento, nonostante si registrino confortanti progressi in molte realtà locali, soprattutto nella località rivierasca non posso non annotare con preoccupazione un ritardo nel dare esecuzione a quanto richiesto, a differenza del Capoluogo Piceno, dove è notizia di oggi che oltre alle telecamere già istallate, dopo le aggressioni avvenute anche nel capoluogo, si è deciso di intervenire per piazzarne altre. È importante sottolineare che, mentre nella zona della prima aggressione quella in prossimità delle foci dell’Albula, sono presenti numerose telecamere di videosorveglianza che certamente aiuteranno le forze dell’ordine nella esecuzione delle indagini per risalire agli aggressori, diversamente in moltissime aree urbane e del lungomare di San Benedetto del Tronto non si può non registrare una ancora scarsissima copertura di telecamere di videosorveglianza per abitante pari ad una ratio dello 0,38%, a nostro avviso poche rispetto alle necessità della riviera sambenedettese”.

D’Eramo afferma di non voler entrare nel merito delle scelte di ordine esclusivamente politico: “Chiaramente non interessano e non riguardano una Organizzazione Sindacale di Polizia. Ma è chiaro a tutti che una città più sicura per abitanti e turisti è certamente interesse di tutti e, non solo della Polizia di Stato. Poiché questa O.S. è particolarmente sensibile all’attuazione della norma inerente alla videosorveglianza urbana promuoverà nelle prossime settimane incontri con le autorità locali e provinciali affinché l’attenzione sul tema rimanga alta. Gli incontri saranno anche occasione per discutere inoltre sulla necessità di poter contare maggiormente su strada del personale delle Polizie Locali presenti nella Provincia, per dar seguito ai disposti di cui ai Decreti Minniti e Pisano che richiedono l’impegno da parte dei Comuni di pattuglie automontate nell’arco delle 24 ore con il precipuo compito del rilevamento degli incidenti stradali, ciò al fine di sollevare da tale carico la Volante impegnata sul territorio, che come ben sappiamo ha il compito primario della prevenzione e la repressione dei reati”.

Il segretario provinciale del Sap cita Paolo Canducci dopo l’intervento sulla sicurezza delle ultime ore. “Ha preso la stessa presa di posizione che portiamo avanti da diversi anni ovvero della necessità di innalzare il livello del Commissariato a Dirigenziale, così permettendo l’invio di un congruo numero di personale, che con la fascia attualmente ricoperta dal Commissariato, sarebbe impossibile poterlo ottenere dovendo rispettare delle rigide tabelle Ministeriali per i Commissariati di questo livello”.

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