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Aggressione al 118, interviene anche l’Ugl: “Episodi frequenti, anche al Pronto soccorso”

L'allarme del sindacato: "Oltre a quello che accade in strada ci sono le reazioni che avvengono in ospedale"
Pubblicato il 17 Agosto 2017





SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I fatti recentemente denunciati di aggressione al personale del 118 e del pronto soccorso sono purtroppo abbastanza frequenti, da persone con tasso alcolico elevato ma anche da una utenza esasperata dai tempi di attesa. E la denuncia dell’Ugl che ha espresso solidarietà all’infermiere aggredito. “La condizione lavorativa – spiegano dal sindacato – deve modificarsi, altrimenti eventi come quello accaduto si ripeteranno”.

Il sindacato parla della necessità di “una completa ristrutturazione del pronto soccorso, al fine di permettere una corretta gestione delle urgenze”. Oggi la gestione dell’utenza in pronto soccorso è profondamente cambiata. “Sempre più frequentemente – spiegano – un elevato numero di pazienti, anche molti più del consentito, staziona in osservazione temporanea, tutti nello stesso locale, in una sorta di day hospital sub intensivo. Al triage si ha necessità di due infermieri fissi, mentre attualmente uno dei due deve lasciare la postazione per la seconda uscita in ambulanza. L’attuale concezione della gestione del paziente, che necessita di un costante e frequente supporto laboratoristico, radiologico, di consulenze intra ed extra asur5, fa si che il paziente rimanga in PS sino alla diagnosi o al ricovero. Per continuare a mantenere questo livello di qualità occorre che l’organizzazione cambi e, soprattutto, occorre andare a rivedere l’assetto del personale medico ed infermieristico, facendo chiarezza sulle competenze assegnate. Non ci risulta che i medici del pronto soccorso facciano urgenze sul territorio data la presenza h24 del medico del 118. La disamina sull’origine delle liste di attesa è importante, in quanto spesso causa di aggressioni verbali e fisiche. Per risolverle occorre agire sulla causa, ad esempio la mai risolta assenza del terzo medico in sala, oltre ad una diversa concezione della gestione del territorio. L’aggressione registrata rappresenta la punta di un iceberg che trova la massima concentrazione dei problemi nel pronto soccorso”.



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