[VIDEO] Manifestazione per la Palestina libera in piazza Giorgini: “Stop al genocidio, Israele commette crimini di guerra”

Un’iniziativa senza bandiere e slogan politici, promossa dai ragazzi di Campagna Palestina Solidarietà, che hanno invitato i partecipanti a portare peluche, scarpe e giochi da depositare a terra, davanti alla fontana

di Massimo Falcioni

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. Centinaia di persone domenica pomeriggio si sono date appuntamento in piazza Giorgini per manifestare in favore della Palestina.

Un’iniziativa senza bandiere o slogan politici, promossa dai ragazzi di Campagna Palestina Solidarietà, che hanno invitato i partecipanti a portare peluche, scarpe e giochi da depositare a terra, davanti alla fontana, in rappresentanza delle vittime “cadute per mano delle bombe e dell’esercito di Israele”.

Parecchi, nonostante tutto, gli esponenti della politica locale presenti. C’erano infatti il vicesindaco di Grottammare Lorenzo Rossi, i militanti di Sinistra Italiana Giorgio Mancini e Luca Spadoni, l’ex assessore al bilancio e presidente del Psi Roberto Bovara, il socialista Pino Laversa e il segretario di Rifondazione Comunista Matteo Cicconi.

Innumerevoli i cartelli e gli striscioni esposti, contenenti messaggi dello stesso tenore: “Palestina libera”, “Stop al genocidio”, “Free Gaza Now”.

La manifestazione

“Israele commette quotidianamente crimini di guerra e contro l’umanità”, hanno dichiarato i promotori della manifestazione. “L’offensiva dell’esercito israeliano contro Gaza continua senza sosta, gli incessanti bombardamenti colpiscono indiscriminatamente la popolazione civile, i bambini, gli operatori sanitari e i giornalisti. Sono circa 30 mila le vittime accertate, oltre 60 mila i feriti, mentre altre decine di migliaia di persone si trovano sotto le macerie. Oltre il 60% degli edifici è stato distrutto o danneggiato, le condizioni di vita sono disperate, acqua e cibo scarseggiano, la maggioranza degli ospedali è stata rasa al suolo e il 90% della popolazione è sfollata, senza zone sicure e senza più vie di fuga. Adesso anche Rafah, città dove tutti i palestinesi sfollati vivono in una immensa tendopoli, è sotto il mirino delle bombe dell’esercito israeliano”.

Per poi aggiungere: “Noi sosteniamo la lotta del popolo palestinese per la liberazione, l’indipendenza e il ritorno. Tutto questo non potrebbe avvenire senza la complicità e il sostegno diplomatico, finanziario e militare che gli Stati Uniti e le principali potenze occidentali, Italia inclusa, assicurano allo Stato israeliano. Ci uniamo alle mobilitazioni dal basso già in corso in Italia e nel resto del mondo per chiedere la fine dei bombardamenti e del genocidio a Gaza, la fine dell’apartheid e del colonialismo israeliano in Palestina. Quella a cui stiamo assistendo non è una guerra contro Hamas, ma un vero e proprio genocidio senza precedenti. L’obiettivo di Netanyahu e dei vari governi israeliani è quello di rendere invivibile la striscia di Gaza, restringere ai minimi termini il suo spazio vitale ed espellere la popolazione palestinese in una nuova ondata di espulsione di massa”.

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