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San Benedetto, minacciato con un coltello e picchiato per una catenina. I tre ventenni non parlano

La vittima ha raccontato di essere stata aggredita mentre cercava di evitare che gli venisse strappata via la collanina
Pubblicato il 12 Marzo 2024

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. I tre giovani arrestati dai carabinieri per una rapina ai danni di un coetaneo a San Benedetto hanno scelto di non rispondere al giudice per le indagini preliminari. Sono dunque stati confermati i provvedimenti di custodia cautelare emessi su richiesta della Procura.

N.K., tunisino di 22 anni residente a San Benedetto, rimane in carcere, mentre G.R., 20enne sambenedettese, e M.D., 23enne egiziano residente a Rieti, sono stati posti agli arresti domiciliari, quest’ultimo domiciliato in Riviera.

Il giudice Annalisa Giusti ha sottolineato il comportamento preoccupante del tunisino ventiduenne, evidenziando il suo passato e il disprezzo per le autorità giudiziarie, considerando la sua riluttanza a cooperare come una manifestazione di spavalderia.

I tre imputati, difesi dagli avvocati Alessandro Angelozzi e Felice Franchi, sono accusati di rapina e lesioni personali gravi avvenute l’8 ottobre 2023 a San Benedetto.

La vittima ha raccontato di essere stata aggredita mentre cercava di evitare che gli venisse strappata via una catenina d’oro strappata dal suo collo, subendo un trauma cranico facciale e diverse contusioni. Grazie alle testimonianze della vittima e dei suoi amici, oltre alle immagini delle telecamere di sicurezza della zona, i carabinieri sono riusciti a individuare i presunti rapinatori.

Durante l’aggressione, uno degli aggressori avrebbe minacciato la vittima e i suoi amici con un coltello.

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