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Marina centro, il presidente Olivieri: “Sogno una città senza le famose finestre rotte”. Dal porto alla nuova piazza Montebello: “Da 4 mesi aspettiamo di presentare il progetto”

Il vertice del comitato di quartiere: "Quest'area è un centro commerciale aperto. Se impediamo alle persone di raggiungerla muore l'economia"
Pubblicato il 2 Gennaio 2024

SAN BENEDETTO DEL TRONTO. “Risolvere le criticità? Basta evitare le finestre rotte“. Il presidente del comitato di quartiere Marina Centro, Luigi Olivieri, cita la teoria criminologica di Wilson e Kelling. Una teoria in base alla quale mantenere e controllare ambienti urbani reprimendo i piccoli reati, gli atti vandalici, la deturpazione dei luoghi, il bere in pubblico, la sosta selvaggia o l’evasione nel pagamento di parcheggi, mezzi pubblici o pedaggi, contribuisce a creare un clima di ordine e legalità e riduce il rischio di crimini più gravi. La teoria, appunto, delle finestre rotte.

“Se tu lasci una finestra rotta anche quella del vicino prima o poi rischierà di fare la stessa fine e così via. – spiega Olivieri. – Questo significa che devono essere fatti degli interventi nell’ambito del quartiere affinché ci sia una crescita in senso molto più ampio. Una crescita sia per il bene pubblico che per le proprietà private”. Interventi di ampio respiro: “Occorre guardare oltre i confini di un quartiere. Va bene sistemare la mattonella del marciapiede o cambiare la lampadina del lampione che non funziona. Con quelli soddisfi il cittadino, non la cittadinanza”. 

Per Olivieri il quartiere di Marina Centro va rivisto nel suo ruolo di “cuore della città”. “Mi riferisco – spiega – al fatto che quest’area vive una situazione plurima perché parliamo di un quartiere che raccoglie diverse situazioni. Qui ospitiamo la stazione ferroviaria, il porto, la cattedrale. E un vero e proprio centro commerciale aperto”.

Il porto

Per Olivieri la presenza del porto rappresenta grandi vantaggi. “Non deve rappresentare una barriera sulla città. Il porto è un’apertura, è sempre stato così. E non lo puoi chiudere. Ma lo devi ripromuovere”. Il presidente del quartiere parla della necessità di rilanciare l’area che si trova dietro al faro, nella zona che va verso il molo Sud attraverso i cantieri. Ed è preoccupato da alcuni interventi che stanno interessando quella zona.

“Si tratta di interventi che rischiano di andare a chiudere gli spazi futuri dell’area portuale – afferma -. Non parla dell’area ex stabilimento Forst. Anzi, lì la finestra era rotta e quello che si sta facendo non può che qualificare l’area. Mi preoccupano altri interventi che vanno a togliere spazi all’attività economica del porto. E non parlo di pesce ma di cantieristica. Oggi qui si fa manutenzione alle barche di piccolo e medio cabotaggio”. Un settore che potrebbe portare alla nascita di nuove professionalità.

Olivieri si dice contrario alla realizzazione del commissariato di polizia nell’area dove è stata pianificata la sua realizzazione. “E’ un’idea sbagliata – dice -. Si va ad occupare uno spazio fondamentale quando ci sono altri siti. Su tutti quello delle palazzine Santarelli. E’ vero che lì è in atto una procedura fallimentare. Ma è anche vero che il Prefetto potrebbe intervenire in maniera importante”.

La riqualificazione dell’area ex Santarelli porterebbe inoltre a sviluppi interessanti. “Si aprirebbe una viabilità importante – spiega Olivieri – anche con la demolizione della gradinata mare del Ballarin che porterebbe ad aprire una strada a doppio senso di marcia”.

La stazione

luigi-olivieri-comitato-di-quartiere-marina-centro

Altro elemento strategico è quello della stazione ferroviaria. “E’ dentro la città. A due passi dal porto. E oggi ci troviamo con una struttura assolutamente inaccessibile ai disabili. Forse ci metteranno le mani nel 2025 ma è inconcepibile che la politica locale non alzi la voce. Sul parcheggio il Comune ha concesso tutto senza chiedere nulla. Andavano puntati i piedi. Bisognava esigere un progetto a breve termine sulla stazione ferroviaria. Invece nulla”.

Tante le carenze evidenziate dal presidente del quartiere. Su tutte, ovviamente, l’assurda situazione per i disabili. Ma anche altri aspetti della struttura: “Abbiamo la pensilina che è lunga appena settanta metri la maggior parte dei quali, quando arriva il treno,  vengono spesso occupati dalla motrice. Senza contare che abbiamo degli spazi importanti. Parlo dell’ex cinema delle Palme e di tutte le strutture che si trovano tra il sottopassaggio di via Fiscaletti e la stazione”.

Edifici abbandonati. “Quelle strutture possono essere ripensate. L’ex cinema potrebbe essere un polo congressistico. In pieno centro e con i parcheggi vicini. E con la stazione adiacente. Ci rendiamo conto? E’ possibile che nessuno pensi ad una soluzione del genere?”.  Le palazzine di fianco sono tutte di proprietà delle Ferrovie dello Stato e sono completamente abbandonate a sé stesse”.

Per Olivieri quelle strutture potrebbero essere messe al servizio dei cittadini. “Penso all’ufficio postale la cui posizione attuale crea un problema. Ma uno spezio potrebbe essere dedicata alle situazioni caritatevoli, come la Caritas o le tante onlus che operano sul territorio. Invece è tutto abbandonato e sta cascando a pezzi”.

Il presidente del comitato di quartiere parla anche della viabilità accessoria lamentando l’assenza di uno scivolo che collegherebbe la parte superiore del pontino lungo, e di conseguenza via Calatafimi, con il parcheggio della stazione ferroviaria. “Bene l’apertura sul lato mare della stazione – afferma – ma quel tratto di via Paolini, dove escono i pedoni, va pedonalizzato. Anche perché quasi tutte le auto che passano lì girano prima. Sono piccoli interventi che poi il Comune avrebbe dovuto chiedere alle ferrovie. Soprattutto dopo aver chinato la testa sulla situazione del parcheggio”.

Sottopasso in via Manzoni

Olivieri parla anche del progetto del sottopassaggio di via Manzoni che, laddove realizzato, potrebbe consentire una linea diretta con la zona di piazza del Pescatore. “Situazioni come queste sono figlie degli errori di questo ente. Qui si fanno concessioni ai costruttori e non si pensa neppure a trarne un vantaggio”.

“Il tratto finale di via Manzoni andava aperto verso il porto ma non per i mezzi pesanti, per la normale viabilità. Invece si è costruito, si è messo il fotovoltaico in piazza del Pescatore e ora ci si è messa pure la Ciip che proprio lì mette le vasche di colmata. Ma lo spazio c’è ancora e il sottopasso si potrebbe ancora fare”.

Nuova piazza Montebello

luigi olivieri comitato quartiere

“Come quartiere stiamo aspettando da quattro mesi di poter fare un’assemblea pubblica per poter presentare il progetto di piazza della Verdura”. E’ la situazione che denuncia Olivieri. “Questo perché non avrebbe alcun senso convocare un’assemblea e non presentare quel progetto. Parliamo di una situazione interessante perché da quello che abbiamo capito è un progetto che è nell’anima del quartiere Marina Centro. Rispecchia l’anima di quartiere”.

Tra i punti fermi del progetto c’è un collegamento diretto tra la piazza e la stazione ferroviaria. “Attraverso via Palermo, la strada che termina con le scalette che condurrebbero alla stazione se non ci fosse una pensilina per l’attesa dell’autobus. Si demolisce quella pensilina e si fa uno scivolo per arrivare dalla stazione alla piazza e si riapre una prospettiva che è attualmente chiusa”. Un modo anche per allestire parcheggi per le biciclette.

“In questo modo, indirettamente, si getterebbero anche le basi per una riqualificazione di piazza della stazione da dove occorre togliere il capolinea degli autobus. Ed è da qui che può partire una riqualificazione di tutta la zona perché il centro di San Benedetto è un centro commerciale a cielo aperto”.

Centro commerciale a cielo aperto

Per Olivieri l’agglomerato di attività che formano tutte le vie del centro rappresenta un centro commerciale naturale. “In fondo noi siamo un centro commerciale a cielo aperto. Ma deve essere fluido per dare vantaggi ai commercianti e alla vivibilità della città. E anche per non perdere più gli abitanti del quartiere che sta invecchiando. In questo contato occorrono dei servizi e dei sottoservizi”.

Olivieri spiega anche di aver chiesto alla Picenambiente l’installazione di isole ecologiche per i rifiuti urbani. “Ho parlato con il presidente Rosetti e con il sindaco Spazzafumo e c’è la possibilità di creare un progetto pilota con trenta isole ecologiche risolvendo in maniera definitiva il problema dell’abbandono dei rifiuti in strada”.

I parcheggi

“Questa città deve essere resa accessibile. Non gli puoi costruire un recinto intorno”. Luigi Olivieri si riferisce al problema dei parcheggi. “Se si inizia a parlare di parcheggi lontani da dove poter prendere poi le navette si sta parlando della morte dell’economia di questa città. L’economia cittadina si regge anche sulla presenza delle persone. Qui non ci sono monumenti da ammirare. Abbiamo un’area che deve essere rivitalizzata dal punto di vista della vivibilità e dell’attività commerciale”.

Il presidente è dunque contrario a limitazioni di sorta nel quadrilatero: “In questo modo si svuota tutto e ci ritroviamo di fronte alla finestra rotta. Dobbiamo creare dei sistemi di parcheggio per togliere le macchine del centro. Bisogna riprendere in mano il progetto del parcheggio sotterraneo di piazza Garibaldi e piazza Battisti. Non è una cosa facile perché siamo sulla falda ma le più grandi città di mare, ad esempio Barcellona, questo problema lo hanno risolto brillantemente. C’è il mare, c’è l’acqua. Bisogna prendere delle accortezze. Lo stanno facendo all’ex Garden, lo farà certamente chi sta per realizzare il complesso in via Colombo. Lo si può fare anche nelle piazze realizzando un parcheggio seminterrato”.

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