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Sold out al Ventidio per gli 80 anni di Confindustria Ascoli

Il presidente Simone Ferraioli nel suo intervento di apertura ha fatto leva sull'orgoglio che le capacità imprenditoriali locali dovrebbero generare nelle nuove generazioni.
Pubblicato il 16 Aprile 2024

ASCOLI PICENO. Oltre 700 le persone presenti questa mattina al Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno per la celebrazione degli ottant’anni di Confindustria Ascoli Piceno. Un appuntamento a cui in tanti hanno voluto partecipare, dal mondo istituzionale a quello delle imprese, passando per una nutrita presenza di studenti degli istituti d’istruzione superiore provenienti da tutto il territorio.

Una mattinata magistralmente condotta dalla giornalista Safiria Leccese che, dopo i saluti istituzionali portati dal Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, dal Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016, Guido Castelli, e dal Consigliere della Regione Marche, Andrea Assenti, si è sviluppata in due atti.

Il primo dal titolo “La nostra via della seta” ha ripercorso la storia di Confindustria Ascoli Piceno sino ai giorni di oggi.

Il Presidente di Confindustria Ascoli Piceno, Simone Ferraioli, nel suo intervento di apertura ha fatto leva sull’orgoglio che le capacità imprenditoriali locali dovrebbero generare nelle nuove generazioni.

Nel territorio di Ascoli Piceno – ricorda Ferraioli – erano attivi 50 stabilimenti bacologici, che realizzavano il 30% dell’intera produzione nazionale di seme bachi. Nel periodo dello sfarfallamento, l’industria del seme bachi dava lavoro a circa 5.000 operai”. Un’intraprendenza testimoniata da nomi che hanno fatto grande il Piceno quando l’Italia era alla vigilia della seconda rivoluzione industriale. Benito Mari, primo presidente di Confindustria Ascoli Piceno e suo fondatore nel 1944, che ha, insieme al padre Erasmo Mari ed altri grandi personaggi dell’epoca, il merito di aver introdotto importanti innovazioni nella produzione dei bachi da seta (a loro dedicato un breve cortometraggio con una ricostruzione storica dell’epoca).

E ancora Giuseppe Sacconi, Giuseppe Maria Matricardi, Francesco Tavoletti, Silviano Meletti, Augusto Vittorio Vecchi, nomi che oggi sono memoria troppo spesso dimenticata e rilegata a strade o piazze.

I nostri pionieri erano giovani in un mondo di giovani, in espansione demografica, nonostante tanti fossero stati persi a causa della guerra e tanti se ne andassero verso il nuovo mondo o l’Europa più ricca. L’età media picena a fine guerra era di 28 anni, oggi purtroppo è esattamente pari a quella del sottoscritto, ovvero 48.”

Oggi siamo qui per raccontare a coloro che raccoglieranno il nostro testimone, chi eravamo, chi siamo, ma cosa ben più importante chi saremo. Perché una società, un mondo che pensa che il meglio sia stato già espresso in un’epoca passata, è perdente già in partenza.”

Antonio PerfettiConsigliere Delegato della Fondazione Ricerca & Imprenditorialità, tramite un percorso iconografico, ha rafforzato il ragionamento dimostrando come la trasformazione di arti e mestieri nel tempo non sia stata priva di difficoltà, in ogni ambito lavorativo. “Anche fare impresa sul mare – ricorda Perfetti – è distintivo di coraggio, rischio e senso dell’intraprendenza in un ambiente mobile, non protetto, poco prevedibile. E così l’iconografia del lavoro lega tutti i mestieri tra loro, il cui livello di maestria era pari a quello del saper fare pratico e il maestro d’ascia doveva fare a meno degli ingegneri. Anche gli attrezzi del mestiere facevano parte di una catena di autoproduzione, oggi diremmo di una filiera. Donne e bambini avevano il loro ruolo, ma a terra, nell’attesa e nei mestieri intermedi. Non mancano le testimonianze dei conflitti sociali che si sono creati quando la tecnologia ha minacciato la conservazione dei saperi degli equipaggi di terra.

Infine Massimo TonelliResponsabile Reti CIIP SpA che, descrivendo brevemente le importanti opere in campo, si è collegato al ragionamento di Ferraioli sull’importanza delle infrastrutture come fattore abilitante (l’industria si sviluppò al tempo dove era disponibile acqua e dove furono realizzate le prime centrali di produzione idroelettrica – vedasi Talvacchia, Scandarello, ecc.) per lo sviluppo dell’innovazione di ogni territorio.

Questo Anello Acquedottistico Antisismico dei Sibillini – dichiara Tonelli – si erge come un pilastro fondamentale per il progresso dell’ingegneria idrica, offrendo un modello esemplare destinato a guidare lo sviluppo infrastrutturale a livello nazionale. L’acqua riveste un’importanza cruciale a livello industriale, essendo un elemento vitale in numerosi processi produttivi. È utilizzata per il raffreddamento, la pulizia, la produzione di energia e persino come materia prima in alcuni settori. Inoltre, la sua disponibilità e qualità influenzano direttamente l’efficienza e la sostenibilità delle operazioni industriali. Pertanto, garantire un approvvigionamento affidabile e responsabile di acqua è essenziale per il successo e lo sviluppo dell’industria. Con il suo completamento, ci auguriamo di ispirare e guidare altre comunità verso un futuro prospero e resiliente.”

In conclusione l’invito di Ferraioli ai giovani e il trait d’union con il secondo atto: “non date mai retta a chi vi dice che ormai il mondo è saturo, che è stato già tutto pensato e inventato perché nel mondo ci sono e ci saranno sempre spazi, soprattutto per le idee.”

Ad aprire i lavori della seconda parte, incentrati sul futuro Stefano SolianoAD di C.NExT S.p.A., che ha portato l’attenzione sulla visione di futuro e sull’esigenza, oltre all’opportunità, dei territori di rigenerarsi tramite l’innovazione. Questo è accaduto a Lomazzo con l’esperienza di Como Next ma sta accadendo anche altrove: ad Ivrea, a Novara, a Milano e prossimamente anche ad Ascoli Piceno.

Ma a convincere il pubblico non è stato solo il suo ragionamento bensì l’esperienza portata dalle sette eccezionali testimonianze di innovazione che sono state portate sul posto e che sono state fisicamente installate nel foyer e sul palco del Teatro Ventidio Basso.

Testimonianze dei protagonisti che hanno già sperimentato in prima persona il modello della c.d. “NExT Innovation” e che hanno realizzato, anche grazie ad essa, significative esperienze in vari ambiti: Robotica, Aerospazio,️ Life Science, Realtà virtuale, Intelligenza artificiale.

Da Paolo Di Trapani, docente universitario e fondatore di CoeLux l’azienda che ha inventato e commercializzato in tutto il mondo lucernari artificiali indistinguibili da quelli reali, a Luca Strobino, Mission Manager di Leaf Space, dove ha sviluppato un modello di servizio nel settore spaziale che fornisce infrastrutture e servizi terrestri per la gestione dei dati satellitari.

Da Luca Ferrario della DkR Srl società emergente nello sviluppo di machine learning, intelligenza artificiale generativa e realtà virtuale, a Andrea Cecchi della FloFleet Srl che sta rivoluzionando il monitoraggio di infrastrutture energetiche con dirigibili autonomi ed elettrici.

Ed ancora Aldo Cristadoro, CEO di Intwig Srl che analizza i big data e sviluppa soluzioni innovative per trasformarli in conoscenza utile ai processi di business, Mirko Daniele Comparetti, Ingegnere Biomedico e Biomeccanico che lavora in KUKA Italia, dove fornisce consulenza ingegneristica per la realizzazione di applicazioni innovative, soprattutto nella robotica collaborativa e mobile, ed infine Max Bancora di Next Marketing Lab con un focus sulle tecnologie afferenti al neuromarketing che stanno rivoluzionando le metodologie di vendita delle imprese.

Una giornata ricca di contenuti a cui non sono mancati i saluti del Vice Presidente di Confindustria Emanuele Orsini, già designato alla futura presidenza nazionale, che in collegamento da remoto ha sottolineato la passione imprenditoriale del Piceno e la volontà di far sentire la sua vicinanza tornando presto di persona, e le conclusioni del Sindaco di Ascoli Piceno, Marco Fioravanti, che ha infine ricordato l’impegno dell’amministrazione affinché questo percorso innovativo trovi presto realizzazione sul territorio proprio perché è perfettamente aderente al suo programma politico, incentrato sul potenziamento del tessuto imprenditoriale da un lato e sulla rigenerazione urbana dall’altro, la cui sfida più importante è la riqualificazione dell’area ex-Carbon, sito ideale per la realizzazione del progetto C.NExT.

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