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Coldiretti sbatte la porta e esce dall’Atc di Ascoli: “Continuano a prevalere interessi di bottega”

Mazzoni e Goffredo: "Serve un cambio radicale nella gestione della fauna selvatica in provincia"
Pubblicato il 19 Aprile 2024

ASCOLI PICENO. “Serve un cambio radicale nella gestione della fauna selvatica in provincia di Ascoli Piceno; gli agricoltori sono stremati dall’eccessiva presenza del cinghiale che distrugge semine e raccolti, buttando letteralmente per aria il loro lavoro. Ma nell’Ambito Territoriale di Caccia (ATC) di Ascoli Piceno, ente preposto alla gestione faunistico-venatoria e soggetto che dovrebbe garantire una efficace attività di contenimento della popolazione del cinghiale in modo da consentire agli agricoltori di poter esercitare il proprio mestiere, continuano a prevalere interessi di bottega e atteggiamenti divisivi”. E’ quanto denuncia Coldiretti Ascoli Fermo, la più grande organizzazione agricola del piceno che nell’ATC rappresenta un quarto dell’intera compagine sociale, composta dalle organizzazioni agricole, ambientaliste e venatorie del territorio.

“Nonostante il singolare andamento dell’assemblea del 28 marzo – quella di fine mandato, dove il malcontento si è palesato nella discussione sul bilancio consuntivo, con metà degli aventi diritto al voto astenuti e contrari, che è stato approvato, vista la mala parata, con la diretta partecipazione al voto degli amministratori, generando l’incredulità di molti fra i presenti che hanno richiamato invano l’articolo 21 del codice civile – non c’è stato alcun tentativo di aprire un confronto, magari con un tavolo di lavoro fra tutte le Organizzazioni socie, per costruire un programma serio e condiviso nell’attesa che Regione Marche operi a brevissimo la tanto attesa riforma degli ATC” – commentano Stefano Mazzoni e Francesco Goffredo, Presidente e Direttore di Coldiretti Ascoli Fermo.

“È stata convocata, invece, l’assemblea elettiva – proseguono dall’Organizzazione – nella quale, tra l’altro, sono scomparse le organizzazioni ambientaliste, chi perché ha gettato la spugna, chi perché è stata arbitrariamente esclusa sul presupposto di non aver ottemperato all’indicazione dei nominativi dei delegati entro un fantomatico termine perentorio di cui, tuttavia, non v’è traccia nello Statuto; il tutto a beneficio di un’unica organizzazione protezionistica che, in maniera altrettanto arbitraria, è stata invitata a designare la totalità dei rappresentanti del mondo ambientalista”.

“L’esasperazione dei nostri agricoltori per i danni causati da una fauna selvatica fuori controllo, da tempo oramai diventato un problema di ordine e sicurezza pubblica, è già sotto la lente di ingrandimento del Prefetto Copponi – proseguono Mazzoni e Goffredo – al quale abbiamo chiesto un tavolo di lavoro – che sarà convocato nelle prossime settimane – per individuare tutte le strategie possibili da mettere in campo e ristabilire un equilibrio sostenibile”.

“Ma se alcune iniziative debbono essere prese da Regione Marche – precisa la Coldiretti – tante altre sono onere dell’ATC che non può continuare ad agire come se la braccata – tra l’altro censurata fra le tecniche di controllo del cinghiale con una recente e assurda sentenza del Tar delle Marche – fosse l’unico metodo efficace per il contenimento della popolazione degli ungulati, palesando i propri interessi di bottega. Tutte le strategie consentite debbono essere incentivate, dalla braccata alla girata, dall’autotutela del fondo agricolo alle gabbie di cattura, dal selecontrollo in aree urbane, periurbane e nei parchi naturali fino ad arrivare al coinvolgimento dell’esercito. Il tutto, finchè non verrà ristabilito un equilibrio sostenibile tra la presenza della fauna selvatica e quella dell’agricoltore”.

“Alla luce di questa grave situazione – concludono Mazzoni e Goffredo – nell’assemblea di rinnovo cariche dell’ATC di Ascoli Piceno non candideremo nessuno dei nostri delegati a comporre il comitato di gestione e chiederemo nuovamente alla Regione Marche di accelerare la riforma dell’ente affinché ci siano i presupposti per tornare a dare il nostro contributo nella governance dell’ente. Nel frattempo la nostra attenzione sull’operato dell’ATC di Ascoli Piceno rimarrà ai massimi livelli”.

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