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Aborto, presidio delle donne Dem in consiglio regionale

Bellini: "Con l’ingresso dei cosiddette “associazioni pro life” e le limitazioni invalicabili per le donne di avvalersi  dell’aborto farmacologico,  il Governo regionale di destra ha confermato ancora una volta disinteresse e indifferenza per le donne di questa Regione"
Pubblicato il 24 Giugno 2024

ASCOLI PICENO. Le donne dem della Provincia di Ascoli rispondono all’appello delle associazioni pro194, tra le quali l’Aied di Ascoli Piceno: parteciperanno con un presidio alla seduta del Consiglio Regionale convocato per martedì 25 giugno, “per protestare contro il tentativo di cancellare una delle più importanti conquiste civili nella Storia della Repubblica italiana”.

“Non solo le difficoltà ormai decennali delle donne della nostra Provincia di poter usufruire del diritto all’ interruzione di gravidanza – afferma Valentina Bellini  della Conferenza delle Donne democratiche della provincia di Ascoli – visto l’alto tasso di obiezione negli ospedali provinciali e consultori funzionanti a singhiozzo; ora, con l’ingresso dei cosiddette “associazioni pro life” e le limitazioni invalicabili per le donne di avvalersi  dell’aborto farmacologico,  il Governo regionale di destra ha confermato ancora una volta disinteresse e indifferenza per le donne di questa Regione, per i loro bisogni, le loro necessità”.

“Garantire un aborto in sicurezza, sostenere le donne in un passaggio difficile nella vita di chiunque non è una graziosa concessione, ma un dovere preciso del Governo Acquaroli: l’applicazione completa e giusta nelle Marche di una legge portatrice di civiltà. Su troppi temi i governi regionale e nazionale dimostrano un oscurantismo degno di altre epoche, non della complessa società attuale. Vogliamo vedere le associazioni prolife attive e presenti sui barconi nel Mediterraneo dove muoiono bambini e donne incinte ogni giorno o nei luoghi dove si “lavora” per quattro euro l’ora, non, come fanno, a infierire con paternalismo e terrorismo psicologico sui corpi e sulla volontà delle donne”.  

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